Plemmirio, area naturalistica di Siracusa tra bagni a mare e presenza di immondizia

di Giuliano Spina

Il Plemmirio, gioiello naturalistico della Sicilia orientale

Tra i luoghi della nostra Isola che durante la stagione estiva rappresentano i biglietti da visita per le vacanze, nello specifico vicino al mare, c’è anche l’Area Marina Protetta del Plemmirio a Siracusa, una vasta distesa di oltre 2mila ettari in un tratto di costa.

Fondali marini e biodiversità dell’Area Marina Protetta

In quest’area vivono diversi esemplari di biodiversità, in particolar modo di fauna, come tonni, dentici e persino delfini, e durante i mesi estivi diversi bagnanti provenienti sia dalle province più vicine che da altre parti del mondo prendono d’assalto la spiaggia, ma purtroppo le criticità permangono.

Il problema dei rifiuti e dell’inquinamento nella zona

Nei giorni scorsi infatti, durante un’attività condotta dall’associazione Marevivo e dagli istituti bancari Arca Fondi SGR e Banca Agricola Popolare di Sicilia, è stata rimossa dai fondali una rete fantasma di oltre 3mila metri e diversi attrezzi da pesca. Questo fatto ha posto all’attenzione la problematica dell’inquinamento della zona, che risulta legato nella sua parte principale alle attività di pesca.

La polemica sul cancello d’accesso al Plemmirio

La guida turistica Pietro Piazza spiega come questo problema nella zona sia piuttosto atavico e come l’area comunque non si possa chiudere alla fruizione.

«Il cancello d’accesso è stato chiuso – sottolinea Piazza – perché il proprietario della zona si è lamentato del fatto che viene buttata molta immondizia. In realtà però il Plemmirio sarebbe una zona demaniale e nel 2007 venne acquistata da una società turistica che in partnership con la grande catena Four Season voleva costruire un resort in una zona in cui si trovano delle latomie costiere di età greca, batteria della Seconda Guerra Mondiale, una necropoli della media età del bronzo e una torretta. Gli ambientalisti impedirono questa cosa e il resort non venne costruito».

Così il proprietario di questi terreni pur non costruendo il resort «ha chiuso la strada con la motivazione del rilascio dell’immondizia, ma lui non potrebbe chiudere l’area perché il Plemmirio è una zona demaniale di grande bellezza paesaggistica, naturalistica e archeologica e tutti almeno una volta nella vita sono andati a farvi un bagno. Qualcuno pensa che si faccia pesca di frodo e le reti fantasma sono sicuramente un pericolo per la sopravvivenza delle specie di fauna. Il problema delle reti si pone anche per il fatto che i pescatori pescano anche dentro al Porto Grande, dove non si potrebbe. Ci sono reti buttate ovunque lì perché i pescatori di frodo prendono anche pesci pregiati e in questo modo si rischia di depauperare il patrimonio di biodiversità. L’aggravante è rappresentato dal fatto che la Capitaneria di Porto spesso non fa nulla per fermare questi pescatori».

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