Messina, vietato ingresso a imbarcazioni con motore endotermico nei laghi di Ganzirri e Faro

di Giuliano Spina

Ordinanza nei laghi di Ganzirri e Faro: cosa cambia

A Messina i laghi di Ganzirri e Faro, che rappresentano una delle punte di diamante turistiche, naturalistiche e persino enogastronomiche della città, stanno per essere vietati alla navigazione al loro interno delle imbarcazioni a motore endotermico.

Stop ai motori endotermici: le motivazioni del provvedimento

L’ordinanza emessa dalla Capitaneria di Porto del capoluogo peloritano entrerà in vigore a partire dal prossimo venerdì 15 maggio ed è arrivato dopo un lungo confronto fra la Città Metropolitana di Messina e l’Azienda Sanitaria Provinciale.

Tutela ambientale e sicurezza delle acque

Gli scopi sono quelli di assicurare i livelli di sicurezza igienico-sanitaria delle acque proteggendo in questo modo gli allevamenti di molluschi e l’intero ecosistema della Laguna da possibili fonti di inquinamento e dalle criticità legate a esso. Il presidente della Cooperativa Lago Grande Ganzirri, l’ingegnere Salvatore Ruello, spiega nei dettagli i motivi di questa ordinanza.

«La nostra è una cooperativa di vongolari – afferma Ruello – dedita alla produzione di vongole nel lago di Ganzirri su apposita concessione demaniale e che racchiude secche dove alcuni soci hanno diritto esclusivo di pesca, riconosciuto con sentenza del Tribunale di Messina del 1989 e una concessione al lago Faro dove coltiviamo le cozze tradizionali, quelle che nascono sul cordame noto in dialetto come Lubbano. Abbiamo appreso dalla Città Metropolitana, ma soprattutto su input dell’Asp, che ha evidenziato una criticità nei canali relativa a possibili fonti d’inquinamento dovute alle presenza indiscriminata di motoscafi e barche a motore endotermico, quindi a scoppio diesel e benzina».

Chi utilizza i motori endotermici?

L’ordinanza è stata accolta in modo favorevole, in quanto «siamo dei vongolari con barche a remi e a emissioni in atmosfera zero. Al massimo qualche socio sta comprando qualche motore elettrico da 5 o 6 cavalli, perché le nostre sono barche piccole. Reputo giusto questo sistema di salvaguardia delle zone A e B della Riserva Naturale Orientata di Capo Peloro. I motori endotermici vengono utilizzati dalle tre società del lago Faro, anche perché spostano dei quantitativi di cozze importanti, quindi sarebbe impensabile lavorare a mano con quei quantitativi di cozze. Ma quelli sono motori Euro 6 ed essendo operatori del settore hanno tutto l’interesse affinché tutte le operazioni di manutenzione dei motori siano fatte nel miglior modo possibile e che non sporca. Non viene fatto alcun lavaggio all’interno del lago Faro».

Ma ogni tanto i parametri monitorati dall’Asp superano la soglia ed «è stato appurato che all’interno del canale Faro c’era una situazione di rimessaggio e di approdi di barche senza alcuna regola e così si è pensato di fare una giusta stretta. I prossimi passi consisteranno nella rimozione coatta di tutte le imbarcazioni che non sono autorizzare a stazionare in modo permanente nella zona e credo che non venga pregiudicata la possibilità a coloro che vogliono fare un giro all’interno dei laghi che sono con i remi o con i motori elettrici. Chi ha il motoscafo con motore endotermico ha tutto il tempo per trovare un altro approdo e secondo me non c’è nulla per opporsi a questa ordinanza».