Sultana, i vini di Pachino tra Nero d’Avola, Moscato e un originale Sangiovese siciliano

di Giuliano Spina

La storia della cantina Sultana a Pachino

L’azienda vitivinicola Sultana, nel territorio di Pachino, nel Siracusano, è un’azienda storica che opera da ben cinque generazioni in una delle aree più importanti in termini di produzione, quella della Doc Eloro e Noto.

Nero d’Avola e tradizione vitivinicola siciliana

La produzione quindi spazia Bachynum al Grillo passando per il Moscato e arrivando addirittura al Sangiovese. A mostra questa particolarità, che nel panorama vitivinicolo appare come un unicum, è il proprietario dell’azienda Corrado Sultana, che parla di cosa lo ha portato a impiantare un vitigno che non è tipico della nostra Isola.

Il Sangiovese coltivato nel Siracusano

«Io opero nella zona del Nero d’Avola – spiega Sultana –, quella originaria, ma la nostra produzione spazia su quasi tutti i vini siciliani tipici. Il Nero d’Avola si fa rosso e noi facciamo anche una variante rosato in concomitanza con il Sangiovese, che è invece è un vino che non è tipico siciliano, ma che cinque anni fa abbiamo voluto impiantare nel nostro territorio. E’ un vitigno che a me piace particolarmente e ho pensato di impiantarlo in una zona climatica completamente diversa da quella tipica. Lo abbiamo voluto impiantare a Pachino, ma si è adattato molto bene al nostro clima, con una buona produttività e con una qualità molto eccelsa e particolare che si differenzia da quelli toscani».

Il territorio tra mare, sapidità e clima mediterraneo

La filosofia produttiva si basa sulla produzione di «vini naturali senza aggiunti di lieviti, con bassissime quantità di solfito, quindi quanto più possibile come natura crea. Soltanto uva e vino come viene. Produciamo anche Grillo, Moscato, Syrah, Sangiovese rosso e un mix tra lo stesso Sangiovese e il Nero d’Avola rosato. Operiamo in una zona in cui la mineralità non è tanto accentuata, con clima e varietà diversi. I terreni vulcanici danno delle note diverse, noi tendiamo a produrre vini più secchi e sapidi che ricordano più il mare. Per il rosato l’uva viene raccolta, pigiata e messa subito a fermentare, senza macerazione».