Il Ponte delle Teste Mozze a Palermo torna a essere visitabile

di Giuliano Spina

La scoperta del Ponte delle Teste Mozze

In Sicilia le scoperte non si fermano mai e questa volta vi parliamo di un’antica infrastruttura. Ci troviamo a Palermo, nella zona in cui sfocia il fiume Oreto, e l’antica opera in questione è il Ponte delle Teste Mozze. Si tratta di un ponte a tre campate e in pietra nella stessa area della città in cui sorge il Ponte dell’Ammiraglio, ben visibile quando si entra in città da Catania o da Messina.

La storia

Negli anni venne interrato e non venne demolito nonostante la deviazione del corso dell’Oreto nel 1831, ma durante i lavori per la realizzazione del tram nel 2014 è tornato in superficie grazie anche agli scavi condotti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali.

Le visite guidate con Le Vie dei Tesori

Adesso nell’ambito della manifestazione Il Genio di Palermo, organizzata dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con l’Università di Palermo, la Soprintendenza, il Comune, l’Amat e numerose altre istituzioni, il sito si potrà visitare nei prossimi tre weekend.

Della scoperta di questo sito negli anni scorsi ne parla il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro: “Siamo nella zona meridionale, nei pressi del Ponte dell’Ammiraglio, che probabilmente è di epoca arabo normanna e che probabilmente è più conosciuto. Durante i lavori per la realizzazione del tram, che passa lì accanto, è stato individuato questo antico ponte per il quale si diceva che vi si facevano dei disegni e che vi venissero attaccate le teste dei condannati a morte. E’ stata fatta un’opera di pulitura e per la prima volta apre al pubblico con le nostre visite per i prossimi tre weekend”.

Il fiume Oreto e il suo ruolo storico

Il giro partirà dal Ponte dell’Ammiraglio e poi “si scenderà sotto terra per vedere questo ponte e quindi si arriverà nella vicina Area dei Decollati, perché venivano privati della testa coloro che erano condannati a morte. Lo stiamo facendo in collaborazione con l’Amat, l’azienda dei trasporti di Palermo, che ha materialmente in custodia il bene, dato che è stato ritrovato durante i lavori per il tram, con il Comune di Palermo, che è comunque proprietario”.

Il bene è stato reso fruibile “attraverso una scala che consente di scendere giù e di vivere questo spazio e di conoscerlo bene. Per chi sa che siamo nei pressi del fiume Oreto si sa anche che un tempo questo fiume era molto importante e che si biforcava. Una parte passava sotto il Ponte dell’Ammiraglio e l’altra parte passava sotto il Ponte delle Teste Mozze. In quella stessa zona ci fu una battaglia fra garibaldini e borbonici per l’accesso alla città. Secondo gli storici sul ponte vennero sistemate delle strumentazioni belliche pesanti per sparare contro i garibaldini che avanzavano e che poi comunque vinsero la battaglia arrivando a Palermo”.

Il recupero e la valorizzazione del sito

Il numero delle visite si preannuncia alto perché “abbiamo visto che le prenotazioni sono tante. Ci saranno gruppi di 20 persone che verranno presi dai nostri ragazzi, che si occuperanno del racconto e dello storyteller e che li condurranno giù. E’ un ponte a tre navate ancora ben distinguibili inserito in uno spazio cementato. Oggi il fiume Oreto ha raggiunto livelli più alti con le piogge ricoprendo parte di questo ponte recuperando l’area che aveva avuto per diverse centinaia di anni. Si parla che venne costruito intorno alla fine XVI secolo, tanto che i grandi viaggiatori dell’Ottocento ne parlarono. Gli studi credo che andranno avanti anche se la parte principale del lavoro è stata fatta”.