Filariosi e cani, è il momento di fare la profilassi

di Giuliano Spina

Cos’è la filariosi nel cane e come si trasmette

Con l’arrivo delle temperature alte chi ha un cane deve cominciare a tenere conto di una cosa, ovvero del rischio che il proprio fedele amico a quattro zampe possa contrarre la filariosi. Si tratta nello specifico di una malattia parassitaria trasmessa dalle zanzare e che può causare delle gravi forme di malattie cutanee o cardiopolmonari per via di un virus, la filaria.

I rischi della filaria per la salute del cane

Il veterinario appassionato di divulgazione, Mirko Ivaldi, ha parlato dell’importanza della profilassi partendo da un caso specifico al quale ha assistito recentemente.

“Recentemente ho conferito in clinica – ha detto Ivaldi – un caso positivo molto brutto di insufficienza cardiaca gravissima in una cagnolino da compagnia affetto appunto da filariosi. Adesso è il momento in cui si comincia la profilassi stagionale per la filariosi parassitaria, particolare ed esclusiva del cane. E’ difficile da combattere perché non esiste un vaccino, bensì delle profilassi che proteggono il cane per tutto il periodo in cui il parassita circola. Il ‘messaggero’ è la zanzara comune, che aspira dal cane infetto le microfilarie, ovvero le forme larvali microscopiche di questo verme, e va poi a reiniettare pungendo un altro cane, dove poi il parassita completa il suo circolo. Purtroppo la filaria vive nei vasi sanguigni dell’animale”.

Quando iniziare la profilassi stagionale per la filariosi nel cane

Il problema si pone quando “l’infestazione è massiccia e l’adulto arriva a essere grosso sia come diametro che come lunghezza. Man mano che il verme si ingrossa si infila in vasi sanguigni più grossi. Un’infestazione massiva a livello cardiaco può fare molto male. La terapia quando l’animale ha già le filarie adulte è molto complicata, perché si tratta di un animale con un vermicida adatto e ci sono i corpi estranei delle filarie morte, che possono creare dei trombi e degli emboli, con tutti i rischi annessi e connessi. Si fa in qualche caso un rimozione chirurgica tramite endoscopia, ma è un lavoro molto complicato e i danni a livello cardiaco che il parassita ha fatto permangono”.

I metodi di prevenzione: compresse o iniezione

La stagione appena iniziata è quindi l’ideale per fare la profilassi perché “cominciano ad arrivare le zanzare nelle zone pianeggianti e nel sud Italia si parla di cominciare a metà marzo, anche se dipende dall’altitudine e dal momento in cui le zanzare spuntano. La profilassi contiene due protocolli principali e uno è equivalente all’altro, con la stessa efficacia quasi perfetta per dare garanzia di sicurezza al cane. Si procede sia con la somministrazione mensile di vermifugo apposito al cane, le famose compresse antiparassitarie mensili, che con un’iniezione a lento rilascio che da sola compre tutto il periodo delle potenziali infestazioni”.

Pro e contro delle diverse soluzioni antiparassitarie

Entrambi metodi però hanno pro e contro: “Il pro del metodo a compresse è che è più controllabile la concentrazione nel sangue del principio attivo del farmaco. Il contro è invece rappresentato dal fatto che io proprietario devo ricordarmi una volta al mese e con precisione di dare l’antiparassitario. Con l’iniezione a lento rilascio una volta fatta si è tranquilli, ma il controllo della concentrazione a livello ematico del principio attivo è meno gestibile. Entrambi i sistemi sono validi e dipende da come è gestibile l’animale e da quello che propone il veterinario. Se la profilassi viene fatta prima che possano arrivare i danni si può stare tranquilli, mentre se viene fatta quando l’animale ha già dei danni la si fa per evitare di fare altre filarie che possano peggiorare la situazione”.

Attenzione alle razze sensibili e al gene MDR1

I collari anti parassitari recenti “hanno una blanda azione repellente, che c’è, ma la profilassi va comunque fatta perché la filaria è un parassita endemico in tutta Italia. Ci sono alcune razze canine che hanno la mutazione sul gene MDR1 che ad alcuni principi attivi antielmintici sono geneticamente allergici. Per fortuna esistono anche molecole che ignorano questo tipo di allergia e noi veterinari sappiamo quali sono le razze predisposte”.

slot gacor

situs togel

jacktoto

link gacor

jacktoto

link togel

jacktoto

jacktoto