La mostra Fimmini di fora viste di intra dell’artista Arianna D’Urso al Palazzo della Cultura a Catania si è arricchita nel pomerighgio dello scorso sabato 11 aprile di un altro momento chiave, con attenzione oltre che all’arte anche alla psiche.
Arte e introspezione: il significato dell’evento
Durante l’incontro all’interno della mostra Fimmini di fora viste di intra, che è stata prolungata fino al prossimo lunedì 20 aprile, si è cercato di privilegiare l’introspezione come racconta la stessa autrice della mostra: “Si è trattato di un appuntamento con sé stessi. Si è iniziato con una piccola performance di una cantante di nome Flamini, che si è esibita per unire il senso dell’arte a quello della musica. In seguito ci sono stati degli interventi di due astrologi, uno vicino alla psicologia Jungiana, Giuseppe Milioti, e l’altro più moderno, che si chiama Francesco Gitto. Entrambi hanno esposto il senso dell’archetipo femminile utilizzando tre quadri come riferimento, che raffiguravano rispettivamente Medusa, Persefone e Lilit. Si è parlato di questi archetipi che sono contenuti all’interno di tutti noi”.

Gli archetipi femminili: Medusa, Persefone e Lilith
Nello specifico quindi si sono analizzati “il sacrificio di Persefone della sua vita in superficie, quello di Lilith, che ha sacrificato la sua possibilità di avere figli pur di essere la prima donna libera della storia, e infine quello di Medusa, che ha sacrificato la sua bellezza per non subire più le violenze. In seguito le psicoterapeute dell’associazione Spazio Terzo, Sonja Brunetto e Ilenia D’Agostino, hanno tenuto un cerchio di parola in cui ci sono stati scambi sia in relazione agli interventi dei suoi astrologi che degli imput personali. Un momento quindi coinvolgente e dinamico, perché lo spazio di parola è uno spazio sicuro e la mostra voleva rappresentare proprio uno spazio in cui le persone potessero vivere le proprie emozioni ed esternarle”.

Il cerchio di parola e il coinvolgimento del pubblico
In questi modi “si creano così una forma di coesione artistica e uno scambio collettivo maggiore. Alcune persone parlavano del fatto di aver dovuto rinunciare a delle cose nella loro vita pur di non dover rinunciare alla propria persona e alla propria forza. Le persone che escono da qui arrivano pure a commuoversi per via delle emozioni che provano”.