Un ipogeo nascosto tra la vegetazione: il mistero ebraico di Scalarangio

di Giuliano Spina

Un sito nascosto tra natura e mistero

Un luogo immerso nella natura dove religione e mistero si incontrano si trova nel Siracusano. Stiamo parlando dell’ipogeo di contrada Scalarangio a Rosolini, che rappresenta una vera e propria testimonianza della presenza degli ebrei in Sicilia.

I simboli ebraici e la presenza della Menorah nell’ipogeo Scalarangio a Rosolini

Nella sua forma è composto da trenta ambienti dedicati un tempo a diverse funzioni, che si sono alternate nel corso dei secoli. Ma quello che spesso ci si chiede è per quale motivo questo monumento sia stato costruito in un luogo nascosto tra la vegetazione. Un altro elemento di non poco conto è il candelabro con sette braccia, simbolo della tradizione ebraica e noto con il nome di Menorah.

Non solo Scalarangio: le altre tracce ebraiche in Sicilia

La guida turistica Pietro Piazza spiega prima di tutto come l’origine ebraica caratterizzi questo ipogeo, che non è l’unico presente in Sicilia.

«Il simbolo individua l’ipogeo – afferma Piazza – come sito di origine ebraica, ma non è l’unico presente nella Sicilia sud-orientale. A Noto antica c’è un ipogeo sotto i ruderi che si chiama Grotta del Carciofo, in quanto gli abitanti, non capendo bene la sua origine, credevano che rappresentasse un carciofo, mentre invece era una Menorah. Un’iscrizione con la citazione di un bambino di nome Dioniso, morto a cinque anni, di fede ebraica è stata ritrovata anche nella Cittadella dei Maccari a Vendicari. Un segno che queste comunità ebraiche erano molto presenti in Sicilia, anche in contesti rurali come quello di Scalarangio, dove sicuramente ci sarà stato un piccolo insediamento rurale non trovato».

A cosa serviva davvero questo luogo?

Inoltre queste comunità ebraiche «convivevano vicino ai cristiani e adottavano i metodi di sepoltura, perché l’ipogeo di Scalarangio è di origine paleocristiana, ma contrassegnato dalla simbologia ebraica. Sicuramente, data la presenza della comunità ebraica, ci sarà stata anche una sinagoga o altri ambienti che però non sono mai stati ritrovati. Quelli ritrovati lì sono simboli come il corno che viene suonato durante il rito in sinagoga o anche nel momento in cui Giosuè distrusse le mura di Gerico. La tomba poteva appartenere anche allo stesso rabino della comunità. Riguardo alla costruzione in mezzo alla vegetazione quindi l’ipotesi più probabile è quella relativa alla destinazione delle tombe a persone di un certo rango».