Ponte sullo Stretto: perché il progetto divide ancora
Ponte sullo Stretto, si o no? E’ questo l’interrogativo che negli ultimi mesi ha tenuto i siciliani e i calabresi in particolare, ma del resto tutti gli italiani, incollati davanti a smartphone, tv e pc per avere notizie su questa opera infrastrutturale che si attende da tantissimi decenni, se non addirittura da secoli.
La manifestazione di Messina e il sostegno al progetto
La scorsa settimana in piazza Unione Europea a Messina diverse associazioni si sono riunite alla presenza del ministro per le Infrastrutture e per i Trasporti, Matteo Salvini, per manifestare a favore della realizzazione del Ponte e per combattere la marginalità, il sottosviluppo infrastrutturale, la disoccupazione, lo spopolamento del territorio e la desertificazione produttiva di Sicilia e Calabria.
A che punto è l’iter burocratico del Ponte
Lo stesso ministro e leader della Lega lo ha definito come il Ponte della Pace e l’ingegnere Giuseppe Palamara, che segue le vicende relative alla costruzione del ponte da oltre vent’anni, ha sottolineato come la lotta per la realizzazione dell’infrastruttura sia fondamentale in questo periodo
«Ho notato una partecipazione ordinata dei supporter dell’opera – ha sottolineato Palamara – e l’ha voluta il nostro ministro delle Infrastrutture perché queste sono giornate decisive per la realizzazione del ponte. Come ha detto l’amministratore delegato Ciucci, presente anche lui, il visto di approvazione della delibera del Cipes da parte della Corte dei Conti è previsto per settembre e sarà sicuro perché le quattro condizioni richieste dalla Corte dei Conti sono state tutte soddisfatte. E’ stata rifatta l’informativa riguardo alla normativa habitat per quanto riguarda l’ambiente e riguardo alla gara d’appalto non si supera il 50 % del contratto. C’è fermento perché l’opera potrebbe vedere l’avvio entro l’ultimo trimestre di quest’anno».
La civiltà dei partecipanti
La partecipazione comunque non è stata numerosa come nei cortei No Ponte perché «l’opera non ha colore politico e infatti non c’erano bandiere di partito. Nei cortei No Ponte vanno chiamati alle armi gli antagonisti. Noi eravamo circa 5mila e gli operatori ecologici raccoglievano le carte, a testimonianza della civiltà dei partecipanti».
Manca ancora visto della Corte dei Conti
Come abbiamo già detto manca il visto della Corte dei Conti, che «alla delibera 41 del Cipes dello scorso 6 agosto 2025 non mise il visto. Allora disse qualcuno si chiese perché il governo non fece quello che fece Romano Prodi nel 1998, quando per rinnovare la concessione ad Autostrade per l’Italia a una bocciatura della Corte dei Conti appose un’approvazione con riserva. Da allora non è successo niente, la presidente Meloni ha deciso di non farla per non avere ulteriori beghe. L’approvazione la fa lo Stato e attualmente è itinere il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici chiesto dalla Corte dei Conti. Adesso si soddisferanno queste richieste della Corte dei Conti e, stando a quanto detto da Ciucci, non ci sono dubbi sul fatto che l’iter per il Ponte sullo Stretto verrà completato».
Le critiche degli oppositori
Daniele Ialacqua, membro del consiglio direttivo di Legambiente Messina, pone invece la sua lente d’ingrandimento proprio sulla mancanza del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
«Siamo sempre più convinti che questo ponte non si farà – puntualizza Ialacqua –, perché questa è l’ennesima scadenza che vendono ai quattro venti. E’ da anni che dicono i lavoratori partiranno e invece mancano documenti fondamentali, come il parere del tecnico del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e il nulla osta della Commissione Europea, in quanto questo progetto è in violazione di due direttive europee, l’impatto ambientale e la concorrenza».
«C’è anche il problema della tenuta dei cavi, per il quale ancora aspettiamo le prove. Loro lo sanno bene, ma noi non stiamo con le mani in mano e abbiamo programmato iniziative per manifestare la nostra opposizione nei prossimi mesi. Sugli espropri a Capo Peloro non è cambiato nulla e gli abitanti non sono stati avvisati, ma noi siamo fiduciosi e per le prossime elezioni comunali abbiamo deciso come comitato di impegnarci per sostenere la candidatura No Ponte nel quartiere in contrapposizione a quella della Lega a favore del ponte».