Sarah Mullally entra nella storia: è la prima donna arcivescovo di Canterbury

di Tindaro Guadagnini

La Chiesa anglicana scrive una nuova pagina della sua storia. Sarah Mullally è stata ufficialmente insediata come 106ª arcivescova di Canterbury, diventando la prima donna a ricoprire il ruolo più alto della Chiesa d’Inghilterra nei suoi oltre 1.400 anni di storia.

La cerimonia di insediamento si è svolta il 25 marzo 2026 nella cattedrale di Canterbury, alla presenza di circa duemila ospiti, tra cui il principe William e la principessa Kate, rappresentanti della famiglia reale britannica, oltre a leader religiosi e politici provenienti da vari Paesi.

Un traguardo storico per la Chiesa anglicana

Con la sua nomina, Mullally rompe una tradizione secolare: prima di lei, tutti gli arcivescovi di Canterbury – dal primo, sant’Agostino nel 597 – erano stati uomini.

L’arcivescovo di Canterbury è considerato “primo tra pari” all’interno della Comunione anglicana, una rete globale di Chiese che conta circa 85 milioni di fedeli in oltre 160 Paesi.

La scelta di una donna alla guida della Chiesa d’Inghilterra rappresenta dunque un passaggio simbolico importante per un’istituzione che ha iniziato ad aprire il sacerdozio femminile solo negli anni Novanta e ha ordinato la prima donna vescovo nel 2015.

Dal mondo della sanità al vertice della Chiesa

Nata nel 1962, Mullally ha avuto un percorso atipico per un leader religioso. Prima di entrare nel ministero ecclesiastico, ha lavorato a lungo nella sanità pubblica britannica, diventando Chief Nursing Officer per l’Inghilterra, una delle più alte cariche infermieristiche del Paese.

Successivamente ha intrapreso la carriera religiosa, diventando prima vescovo di Crediton e poi vescovo di Londra nel 2018, anche in quel caso come prima donna a ricoprire la carica.

Le sfide del nuovo mandato

Il suo incarico arriva in un momento complesso per la Chiesa anglicana. Tra le questioni più urgenti vi sono la gestione degli scandali legati agli abusi, il calo della partecipazione religiosa e le profonde divisioni interne su temi come il ruolo delle donne e i diritti LGBTQ+.

Nel suo primo discorso da arcivescova, Mullally ha riconosciuto le difficoltà dell’istituzione e ha sottolineato la necessità di ricostruire la fiducia e promuovere unità all’interno della comunità anglicana, ribadendo un messaggio di giustizia, verità e compassione.

La sua elezione segna quindi non solo un primato storico, ma anche l’inizio di una fase delicata per la Chiesa d’Inghilterra, chiamata a confrontarsi con cambiamenti profondi nella società e nel mondo religioso contemporaneo.

jacktoto

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