Il parco Campanarazzu e la chiesa matrice: piccoli resti rinascimentali a Misterbianco

di Giuliano Spina

Il Parco Campanarazzu, un sito unico in Sicilia

Qualcuno lo chiamerebbe una piccola Pompei, ma parco Campanarazzu a Misterbianco è un sito archeologico di notevole importanza per la provincia di Catania perché conserva i resti dell’antico abitato di Misterbianco e in particolare della vecchia chiesa matrice.

Le visite durante le Giornate FAI

Il sito è stato inserito tra quelli in cui avverranno le visite guidate in occasione della Giornate di Primavera del Fai e la sua importanza, anche in tal senso, viene sottolineata dal vicepresidente della Fondazione Monasterium Album, Carmelo Santonocito.

«Le visite all’interno delle Giornate di Primavera del Fai – spiega Santonocito – mirano a far conoscere un sito che è particolcare unico perché riesce a captare molte più persone rispetto a quelle che ospitiamo abitualmente. Per noi l’obiettivo è farlo conoscere perché il sito di Campanarazzu è unico al mondo, in quanto si è scavato sempre sotto la cenere vulcanica come Pompei, con tutte le proporzioni del caso ovviamente. Da noi però si è scavato sotto il basalto lavico, tanto è vero che lo si è fatto quando Soprintendenza era certa che c’era qualcosa da andare a trovare. Prima gli archeologi pensavano che sotto la colata lavica non esistesse più niente».

La chiesa matrice tra gotico e Rinascimento

L’antica chiesa matrice è molto importante, in quanto «conserva gli altari laterali e quello principale, ma la cosa più importante è che la chiesa è in stile rinascimentale. Da noi quello che rimaneva del Rinascimento è stato buttato giù dal terremoto del 1693 e da noi c’era stata prima l’eruzione lavica, che ha per certi versi fotografato quello che c’era prima, lo ha salvaguardato attraverso il basalto lavico e quindi gli altari si sono salvati grazie all’eruzione. Il primo nucleo della chiesa è una cappelletta di non oltre 40 metri quadrati in stile gotico-normanno. Si vede dalle arcate e dai pilastri laterali. Poi è stata allargata man mano che la comunità si ingrandiva e si utilizzò il presbiterio. E’ normale che poi sia stata costruita dal 1500 in poi la chiesa che noi ci siamo ritrovati, alla quale intorno al 1629 vennero aggiunti gli altari laterali».

Dal punto di vista artistico un ruolo fondamentale gioca «il fatto che sia stata costruita con il basamento della pietra lavica. Le pareti laterali hanno lo spessore di 70 centimetri e in certi punti anche di un metro. E’ un edificio possente e all’epoca si usavano i blocchi di pietra lavica, che era un materiale duro e resistente per erigere una chiesa di oltre 12 metri di altezza. I misterbianchesi conoscono il sito da tantissimi anni, ma nel 2016, quando l’abbiamo riaperto al pubblico, si conosce la chiesa. E’ normale che ancora qualcuno non sia andato a vederla. Le aperture domenicali che facciamo e quelle del Fai servono a farla conoscere di più a chi ancora non l’ha vista».