Sviluppo Sud: sconfitta ad Aversa, ma salvezza certa

di Giuliano Spina

Sconfitta indolore per Sviluppo Sud Catania contro Aversa

Sconfitta, ma salvezza aritmetica per Sviluppo Sud Catania, che ieri sera sul campo dell’Aversa ha perso 3-2, ma che è riuscita comunque nell’obiettivo di conquistare la salvezza in Serie A2.

Una gara nella quale i ragazzi di Paolo Montagnani hanno giocato abbastanza bene e nella quale si sono arresi soltanto nel set decisivo. In questa gara si è segnalato per bravura Raul Parolari, autore di ben 29 punti.

Le parole di Paolo Montagnani

Al termine del match l’allenatore di Sviluppo Sud, Paolo Montagnani, ha detto: «La prestazione è stata sicuramente positiva, di grande carattere, soprattutto nel momento di massima difficoltà. Dispiace per quel passaggio a vuoto nel tie-break, perché avremmo potuto dire la nostra anche lì. Il primo grande obiettivo della stagione, però, è stato raggiunto: la salvezza. Adesso abbiamo ancora due partite per provare a conquistare un posto nei playoff. Cercheremo di tirare fuori le ultime energie dai ragazzi, che vanno ringraziati e ai quali faccio i complimenti per quello che hanno fatto. Alcuni oggi hanno disputato un’ottima partita, altri un po’ meno, ma nel complesso la squadra ha dimostrato grande carattere, abnegazione e disponibilità. Adesso possiamo anche concederci un piccolo momento per festeggiare la salvezza».

L’analisi del presidente Pino Carbone

Il presidente di Sviluppo Sud, Pino Carbone, ha invece posto l’attenzione sull’obiettivo playoff, che deve rimanere in vita dopo la salvezza aritmetica: «Obiettivo raggiunto: la A2 resta nostra e non è un dettaglio come ci siamo arrivati. Ce la siamo conquistata fuori casa. Ancora una volta. Su 31 punti totali, 17 li abbiamo fatti in trasferta. Questo dice tutto su chi siamo. Una squadra che non si nasconde. Una squadra che lotta. Una squadra che sa soffrire. Ad Aversa è stata un’altra battaglia: 3-2, persa ai vantaggi contro un avversario forte, costruito per i playoff. Ma noi eravamo lì, punto su punto. E forse sì, potevamo crederci ancora di più. Ma oggi conta altro: abbiamo capito che possiamo stare a questo livello contro chiunque. Soprattutto i nostri giovani hanno fatto un passo avanti vero. Adesso si cambia mentalità: zero pressione, zero paura. Solo voglia di giocare e dimostrare. Perché i playoff non devono essere un premio, ma devono diventare un obiettivo. E questo gruppo lo merita. Per il lavoro, per il sacrificio, ma soprattutto per quello che è: un gruppo unito, vero, dove il rispetto non è una parola ma un valore quotidiano. Adesso divertiamoci… ma con fame».