Isola delle Correnti: il punto d’incontro tra Ionio e Mediterraneo
Il punto di incontro tra Mar Ionio e Mar Mediterraneo, un luogo che negli ultimi anni è diventato una meta turistica sempre più ambita in estate. Stiamo parlando di Isola delle Correnti, piccola isola facente parte del comune di Portopalo, nel Siracusano, che rappresenta la parte più bassa di tutto il paese italiano e non solo della Sicilia.
Da luogo di frontiera a meta turistica
Negli anni l’afflusso turistico in questo luogo è cresciuto tantissimo e l’atmosfera è molto cambiata, come spiega la guida turistica Pietro Piazza, che parte ovviamente dai cenni storici.
«Isola delle Correnti è stata – afferma Piazza – prima degli anni del boom del turismo sostanzialmente solo un luogo di frontiera perché costituisce il punto d’incontro fra il mar Ionio e il Mar Mediterraneo. E’ stato un luogo utile alla segnalazione perché c’è tutt’ora un varco e c’era anche un posto della Guardia di Finanza, legato soprattutto al controllo del contrabbando, che adesso non è più funzionante. Il faro mantiene la funzione segnalatrice per evitare incidenti in mare assieme a quello di Capo Passero nell’estremità meridionale della Sicilia».
Natura e mare cristallino: i punti di forza della zona
Il luogo ancora oggi vive «di agricoltura, di pesca e purtroppo non fa parte di zone naturali protette, ma da anni se ne parla di istituirvi questo tipo di zona, anche perché la vicina isola di Capo Passero a privati. Fortunatamente Isola delle Correnti appartiene al demonio e vi insiste il vincolo paesaggistico, che negli ultimi anni ha fatto sì che alcuni lidi abusivi nella lingua di sabbia che collega l’isola con la terraferma venissero sequestrati. La spiaggia è libera ed è il vero punto di forza turistico con la sabbia gialla e finissima in cui l’acqua è veramente cristallina. Nuotando più avanti si incontrano le praterie di posidonia, che sono un tesoro che ci dice che il mare sta bene, e inoltre nelle spiagge della zona da alcuni anni è tornata a nidifcare la tartaruga caretta caretta».
L’economia locale tra pesca, agricoltura e vino
Come dicevamo anche le attività della pesca hanno una loro importanza, in particolare «quella del tonno. Ma oggi la vocazione marinara e quella agricola convivono anche grazie alla presenza delle tante serre nella zona. I prodotti di eccellenza sono senza dubbio il pomodoro ciliegino di Pachino e il vino. L’importanza della zona si nota anche nel fatto che molte aziende americane e non solo stanno moltiplicando i wine tours perché il Nero d’Avola sta acquisendo un’importanza particolare».
Un evento brutto ha fatto da apripista alla vocazione turistica
Una zona oggi a vocazione turistica in cui però in passato sono accaduti eventi brutti: «Alcune scene de Il Commissario Montalbano sono state girate nella tonnara di Portopalo. Ma quando si scopre un posto c’è una sorta di gioco delle scatole cinesi, che porta a scoprire tutti gli altri siti della zona. Le conseguenze negative di tutto questo si notano invece nel famoso libro di Giovanni Maria Bellu, I Fantasmi di Portopalo, dedicato al naufragio del 1996 in cui morirono più di 196 migranti. C’è stata una fiction con Beppe Fiorello girata proprio a Portopalo compresa Isola della Correnti. Ma anche questo ha avuto delle ricadute positive per far sì che il turismo crescesse e ultimamente è nato il Distretto Turistico del Sud-Est, composto da circa 20 comuni che hanno avviato una politica di marketing che sta valorizzando le zone marine e quelle interne degli iblei. Anche questo ha favorito tantissimo il boom turistico della zona».
Le previsioni per il turismo della prossima estate
Un incentivo aa questa crescita negli ultimi decenni è rappresentato anche «alla Primavera Araba, perché quando ci sono state insurrezioni in Egitto e in Tunisia molti clienti che già frequentavano quelle zone appena hanno visto le nostre zone hanno preferito virare sulla Sicilia. Molta clientela internazionale si è affacciata nel profondo sud-est siciliano anche per questo. In vista della prossima estate prevedo un aumento dei turisti anche se la zona da un punto di vista architettonico ha poco, data anche la fondazione di Pachino e di Portopalo nel XIX secolo e il fatto che erano solo insediamenti di agricoltori e pescatori. Lì la fa da padrone il turismo balneare, che sicuramente aumenterà. Mi auguro che i prezzi degli alberghi siano più contenuti rispetto a quelli che ci sono a Siracusa».