La storia della Torre Avalos ad Augusta
Abbiamo già visto come Augusta sia una città del tutto incantevole, ma che allo stesso tempo attende di vedere alcun monumenti tornare “in vita”. Tra questi c’è Torre Avalos, fortezza costruita nel XVI secolo dal viceré d’Avalos allo scopo di difendere l’entrata nel porto e nella piana di Terravecchia con una struttura elicoidale.
Da quel momento seguirono due distruzioni, la prima da parte dei francesi nel 1678 e poi dal noto terremoto del 1693, la restaurazione nel 1858, la costruzione della lanterna, la soppressione del faro nel 1934 e l’utilizzo da parte della Marina Militare.
Una fortezza costruita per difendere il porto
La storia di Torre Avalos la racconta sempre la presidente della sezione di Augusta di Archeoclub Italia, Mariada Pansera, che parla soprattutto della sua struttura e della sua importanza dal punto di vista artistico.
«Torre Avalos – spiega la Pansera – è di competenza della Marina Militare e fu costruita su una secca in prossimità dell’inizio della rada di Augusta. Dato che mio padre era un ufficiale della Marina Militare da ragazza con i miei amici andavamo a piedi dalla terraferma, ma oggi il luogo non è accessibile. La sua storia parla della costruzione nel 1570 per volere del viceré di Sicilia Ferdinando d’Avalos come torre di avvistamento e difesa. La secca è parzialmente affiorante nei pressi della rada di Augusta e si andarono a incrementare le difese della città contro le incursioni sia degli Ottomani che di tutti gli altri regni che avevano l’egemonia sul Mediterraneo e sull’Europa».
Le distruzioni e la ricostruzione nel corso dei secoli
La costruzione rappresenta uno stupefacente esempio di architettura perché «consiste in una struttura semicircolare sue due livelli. Al primo livello c’era una linea di fuoco che conteneva una novantina di cannoni, che venivano utilizzati in caso di attacco. Al secondo livello invece c’erano un faro guida e una torre di avvistamento e controllo. La posizione è strategica perché corrisponde a quella che era la politica di costruzione del periodo, che voleva un’armonia tra il paesaggio naturale e quello militare».
La lanterna e il progetto dell’architetto Camillo Camigliani
La posizione su una secca sul mar Ionio «portava anche ad avere una visuale molto ampia. La struttura in questo modo era in grado di far vedere molto lontano. Ha un’altra caratteristica, ovvero quella di una lanterna che distrutta un paio di volte e poi ricostruita e che fu progettata dall’architetto militare Camillo Camigliani sempre su incarico del viceré Ferdinando d’Avalos».