Le dichiarazioni di Schifani dopo il ciclone Harry
Legambiente Sicilia accoglie positivamente le dichiarazioni del Presidente della Regione, Renato Schifani, che, dopo il recente ciclone che ha colpito i comuni della costa ionica, ha affermato la necessità di “un atteggiamento responsabile da parte di tutti e una rivisitazione della pianificazione a tutela delle fasce costiere”.
Legambiente Sicilia: dalle parole ai fatti
L’associazione ambientalista chiede tuttavia coerenza tra le parole e i fatti, sollecitando l’avvio di provvedimenti concreti sia sul fronte delle politiche di mitigazione — promuovendo e facilitando la diffusione delle energie rinnovabili — sia per adattare il territorio costiero alla nuova realtà imposta dai cambiamenti climatici.
Erosione costiera e urbanizzazione eccessiva
«Se la devastazione provocata dal ciclone — evento estremo ma non imprevedibile — è dovuta alla fragilità di una costa eccessivamente urbanizzata – , privata dei naturali apporti dei torrenti e segnata da scelte sbagliate e costosissime di difesa rigida, come abbiamo evidenziato nei nostri dossier sull’erosione costiera del 2024 e su Ciclone Harry presentato martedì scorso, allora è necessario intervenire subito con misure di riequilibrio», sottolinea Tommaso Castronovo presidente di Legambiente Sicilia.
Le proposte nel dossier su Ciclone Harry
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sul fatto che, nonostante le dichiarazioni di principio, sono stati recentemente avallati, dal presidente Schifani nella qualità di Commissario per il contrasto del dissesto idrogeologico, interventi di difesa costiera rigida — come pennelli e barriere — che rischiano di aggravare l’erosione e di generare nuovi costi di manutenzione, alimentando così “l’economia dei disastri”.
Riforma della Legge 78/76 e tutela della fascia dei 150 metri
Nel dossier sul Ciclone Harry, Legambiente ha già indicato alcune azioni urgenti:
- Riforma dell’art. 15 della L.R. 78/76, eliminando l’eccezione per le “Zone B”, per garantire il rispetto integrale della fascia di inedificabilità dei 150 metri, soprattutto nelle aree a rischio molto elevato (R4) individuate dal PAI Coste;
- Ripensamento della viabilità costiera, restituendo alle strade tangenziali la funzione di passeggiata lungomare ed evitando ampliamenti dannosi per le spiagge;
- Riassetto della viabilità intercomunale, privilegiando l’utilizzo delle strade a monte degli abitati;
- Ripristino della capacità di trasporto dei sedimenti dei corsi d’acqua, oggi compromessa da interventi idraulici che impoveriscono i litorali.
Adattamento climatico e pianificazione a medio-lungo termine
Lo stesso presidente regionale di Legambiente ha detto in vista della visita di Giuseppe Conte di oggi a Niscemi e nelle frazioni marinare della provincia di Catania ha detto: «Per ripristinare alcuni servizi e infrastrutture necessarie per la fruizione delle comunità e dei territori si è intervenuto con la modalità tampone, ma per altri interventi che hanno bisogno sicuramente di una pianificazione e programmazione di medio e lungo periodo è necessario che si facciano in relazione alle parole pronunciate da Schifani, che ha sollecitato una pianificazione costiera in relazione a quanto avvenuto, con le strategie di adattamento suggerite da noi. Da Giuseppe Conte ci auguriamo che concordi con la nostra visione e con le nostre indicazioni, a partire da un intervento del gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle all’Ars che intervenga sulla Legge 78 del 1976 per far sì che nelle zone B di preveda soltanto la demolizione e la ricostruzione dell’esistente. Ci deve essere un indennizzo per i proprietari degli immobili affinché la ricostruzione avvenga in un posto più sicuro».