Prestito d’onore per gli studenti: le regole per accedere al beneficio

di Antonio Ronsivalle

Dal 2026 cambiano in modo significativo le regole del prestito d’onore per studenti, grazie alla riforma del Fondo per lo studio aggiornata con il decreto dei Ministri per lo Sport e i Giovani e dell’Economia del 17 novembre scorso e successivamente pubblicato in G.U. il 24 gennaio 2026.

Lo scopo della misura è favorire l’accesso alla formazione universitaria e specialistica degli studenti più meritevoli, tramite un prestito bancario agevolato e garantito in larga parte dallo Stato fino al 70% dell’ammontare. Non si tratta, quindi di un contributo a fondo perduto, ma di un vero e proprio finanziamento che dovrà essere restituito secondo regole ben precise.

Chi può accedere

Possono accedere al finanziamento garantito dallo Stato gli studenti che rispettano i requisiti previsti dalla normativa. i beneficiari debbono avere un’età compresa tra 18 e 40 anni, al momento della domanda ed essere regolarmente iscritti (in Italia o all’estero, purché i corsi siano riconosciuti dal M.U.R.) ai seguenti percorsi formativi:

  • corsi di laurea triennale;
  • laurea magistrale o magistrale a ciclo unico;
  • corsi AFAM di primo o secondo livello;
  • master universitari o AFAM (di primo o secondo livello);
  • scuole di specializzazione o dottorati di ricerca;
  • corsi di lingue di durata almeno semestrale, con certificazione rilasciata da enti riconosciuti;
  • percorsi ITS Academy, riconosciuti e accreditati.

Requisiti di accesso

Oltre ad essere in regola con il pagamento delle tasse c’è un requisito di merito legato al voto minimo richiesto. Infatti, l’accesso al Fondo per lo studio è riservato a studenti considerati meritevoli, sulla base del titolo di studio posseduto. Ad esempio, per l’accesso al percorso di laurea triennale è richiesto il diploma di scuola superiore con voto di almeno 75/100 (o equivalente), mentre per l’accesso al master o a scuole di specializzazione occorre aver conseguito il titolo anteriore (laurea triennale o magistrale a seconda del livello del master) con un voto di almeno 100/110.

Importi finanziabili

Rispetto al passato una delle principali novità riguarda l’aumento degli importi finanziabili. Dal 2026 spettano fino a 50mila euro per percorsi di studio svolti in Italia, e fino a 70mila euro per percorsi di studio svolti all’estero e riconosciuti dal M.U.R.. Altro aspetto interessante è che il prestito d’onore non viene erogato in unica soluzione, ma in tranches annuali, ciascuna di importo massimo pari a 15mila euro, in base agli anni residui di corso.

In particolare:

  • l’erogazione della prima tranche avviene dopo la concessione del finanziamento da parte della banca;
  • le rate successive, invece, sono subordinate a una verifica dei risultati conseguiti dallo studente. Che deve dimostrare la regolare iscrizione all’anno successivo e il superamento di almeno la metà degli esami previsti dal piano di studi degli anni precedenti.

Al venir meno di questi requisiti la banca può sospendere l’erogazione delle tranches successive.

L’accesso al prestito

L’accesso al prestito d’onore avviene in più fasi obbligatorie. La domanda va fatta sulla piattaforma CONSAP, in cui lo studente deve registrarsi tramite SPID o CIE, inserendo i dati necessari per la verifica dei requisiti. Sarà poi compito di CONSAP controllare età, titolo di studio, votazioni e iscrizione. Entro cinque giorni l’interessato riceverà l’esito.

In ogni caso, la richiesta di prestito a una banca convenzionata sarà subordinata all’esito positivo della verifica. Se, successivamente, l’istituto di credito concederà il finanziamento, attiverà la garanzia con apposita richiesta alla CONSAP. Le norme vigenti impongono che la garanzia diventi efficace con l’erogazione della prima tranche.

La restituzione del prestito

La restituzione del prestito d’onore avviene in un periodo compreso tra i 3 e i 15 anni. Il piano di ammortamento non può iniziare prima del trentesimo mese successivo al versamento dell’ultima tranche, consentendo allo studente un periodo di tempo per ultimare il percorso formativo e inserirsi stabilmente nel mondo del lavoro.

In caso di mancato pagamento da parte dello studente il prestito, come già detto, beneficia della garanzia statale del Fondo che copre fino al 70% dell’ammontare insoluto. Parallelamente, le banche non possono richiedere garanzie aggiuntive, ma mantengono la valutazione sul merito creditizio. E restano libere di concedere o meno il finanziamento, anche in presenza di esito positivo di CONSAP.

La mancata restituzione del prestito

Ma cosa succede se il prestito non viene restituito? Il suddetto decreto interministeriale disciplina in modo dettagliato anche le conseguenze dell’inadempimento.

In sintesi:

  • alla prima rata non pagata la banca invia una diffida formale al beneficiario e avvisa CONSAP;
  • seguono due termini consecutivi di 90 giorni lavorativi. I primi 90 giorni sono mirati a consentire la regolarizzazione, nei successivi 90 giorni la banca deve attivare la garanzia statale, altrimenti la perde;
  • se la garanzia viene escussa, lo Stato paga la banca e subentra nei suoi diritti.

In termini pratici, questo vuol dire che il recupero delle somme avverrà direttamente nei confronti dello studente, tramite iscrizione a ruolo e intervento dell’Agenzia delle Entrate Riscossione e procedure di riscossione coattiva. In breve, il debito non scompare, ma si trasformerà in un debito verso il Fisco.

Il prestito d’onore è sicuramente un’opportunità concreta per finanziare percorsi di studio universitari e specialistici, soprattutto per chi non dispone di liquidità immediata. Ma occorre fare attenzione perché resta un impegno economico rilevante, da valutare con consapevolezza, considerando le prospettive future e le regole stringenti in caso di mancato rimborso.