Se vogliamo dare una definizione di Meditazione, è questa:
“Meditazione vuol dire mantenere un flusso incessante di Coscienza Divina.
Tutti i pensieri terreni vengono espulsi dalla mente.
La mente si riempie, si satura di pensieri divini, di gloria divina, di presenza divina”.
S. Sarasvati Sivananda
Cos’è la meditazione secondo la tradizione yogica
Nella Meditazione profonda e continua l’attività di pensiero cessa. C’è solo l’unica idea di :
Aham Brahma Asmi , Io sono Brahman , una delle Mahavakya , grandi affermazioni delle Upanishad (poesie mistiche) che va dal IX al IV secolo a.C , i cosiddetti testi vedici , dove nasce il Brahmanesimo (principio universale).
Quando anche questa idea viene abbandonata , ciò che segue è il Nirvikalpa Samadhi.
Come il sale si scioglie nell’acqua , così la mente Sattvica “pura” si scioglie silenziosamente in Brahman , nel suo substrato, nella sua stessa sostanza.
Brahman e le Mahavakya delle Upanishad
La mente il nostro miglior amico oppure il nostro peggior amico
La mente è difficile da soggiogare, ma grazie al concetto dello yoga “JAPA“, ovvero ripetizione, possiamo abituarci a soggiogarla con semplici tecniche.
Immaginate il cavallo che vi porta a spasso, sembra un immagine divertente, da cartone animato, ma in realtà quello che fa soffrire maggiormente l’essere umano è proprio questa impotenza che abbiamo nei confronti di noi stessi, stiamo impotenti con la nostra stessa mente.
Nirvikalpa Samadhi e dissoluzione della mente
Per vincere una mente che non vuole farsi domare, dobbiamo imparare a conoscerla. Diventa necessario esercitarsi nel diventare Equanimi , l’essere neutri . Quando arriva durante la meditazione un ricordo , un pensiero poco gradevole, oppure un nostro “carattere” costruito dove non riusciamo a riconoscerci, la prima cosa che facciamo è interrompere e abbandonare, ritirarsi ad azioni più terrene, mondane, per evitare di affrontare la nostra terribile mente, che terribile non è, solo che abbiamo dato noi questa connotazione di male.
Impariamo , invece ad osservare senza farci trascinare e sotterrare dai nostri stessi pensieri, paure.
Ma , dal momento che ci limitiamo a leggere certi articoli o leggere i libri dello yoga, non stiamo facendo nessun passo in avanti , rimanendo sempre sullo stesso punto.
Praticare Meditazione significa , iniziare a farla invece di immaginare di farla. Vivere anziché immaginare di vivere.
Solo grazie ad un azione che all’inizio sembra spaventosa e complicata possiamo davvero cambiare le nostre vecchie abitudini, cambiare il nostro schema mentale, e forse cambiare il nostro destino.
Ma limitiamoci ad ora, perché il tempo è ora, l’azione non può essere pensata troppo altrimenti , finiamo per credere di averla fatta , cadendo nell’Illusione di Maya.
Il fine ultimo dello Yoga, è la liberazione dalla Sofferenza.
Attraverso lo Yoga, chi pratica con costanza, colui giunge ad un visione equanime .
Egli percepisce Brahman in tutti gli esseri, e tutti gli esseri in Brahman.
Egli percepisce beatitudine senza eguali, percependo la pienezza di cui ha bisogno e che ha già dentro di sé.
Ritrovando questa Verità del Sé, viene liberato da ogni tipo di sofferenza.