Danni ciclone Harry nel Catanese: cosa bisogna evitare adesso?

di Giuliano Spina

I danni causati dal ciclone Harry la scorsa settimana a Catania e nei centri della provincia che si affacciano sul mare sono stati davvero innumerevoli e per qualcuno sono stati a dir poco imprevisti e inaspettati. La “furia” della onde ha infatti divelto in due diversi punti del lungomare del capoluogo etneo e causato diversi problemi nella frazione acese di Santa Maria La Scala e a Riposto.

Le cause: onde eccezionali, piogge record e vento da sud-est

Adesso in molti stanno pensando seriamente che se non si interviene prendendo decisioni drastiche i danni in futuro possono essere davvero irreversibili e che non si potrà quindi tornare indietro. Il geologo Salvatore Torrisi ha sottolineato come, non solo nell’abito del ciclone Harrry, l’erosione costiera e i cambiamenti climatici in atto rappresentino le prime cause di quello che sta accadendo.

«Il grosso è accaduto – ha detto Torrisi – tra la notte del 20 e quella del 21, con 10 metri di altezza d’onda e in alcuni punti come Portopalo hanno raggiunto anche i 16 metri. Si tratta quindi di eventi straordinari che non sono registrati in continuità e sono dei prodotti combinati di due effetti: il vento da sud-est e la quantità di vapore che si è accumulato. I venti caldi provenienti da sud-est hanno prelevato vapore grazie all’aria calda per quasi 700 chilometri di mare, tra la costa africana e quella italiana. Oltre a questo vento il ciclone ha portato a una piovosità di oltre 400 millimetri nel sud Italia. E’ la dimostrazione della potenza metereologica con un continuo martellamento per 12 ore».

Il monito del geologo Torrisi: niente più costruzioni sulla costa

A essere però danneggiata è stata la parte antropica, quindi «tutto il riempimento messo su per fare il lungomare di Catania negli anni ’60 e quindi le strade e i manufatti ferroviari. Tutta la parte costruita, anche perché va considerato che la costa è in arretramento negli ultimi decenni. Certe strutture adesso si trovano sulla linea di costa e non hanno alcun tipo di resistenza. Per questo dico che non si può più costruire sulla linea di costa e questo è l’effetto del riscaldamento globale, con calore, vapore e piovosità che con il fenomeno dell’erosione costiera mettono le strutture antropiche in difficoltà. Lo scorso sabato sono stato nell’acese e ho visto cose mai viste nella mia carriera professionale».

Cambiamenti climatici e futuro del territorio etneo

Ci si deve quindi allontanare dalla costa perché questi eventi come il ciclone Harry «saranno sempre più frequenti e probabilmente anche più forti. Non possiamo permetterci di costruire qualsiasi cosa lungo la costa. O si difende il tutto in maniera corretta o invece qualsiasi cosa venga rifatta, ripiantata e ricostruita sarà luogo di ulteriori danneggiamenti e disastri. Dal punto di vista urbanistico bisogna ripensare un po’ tutto e nelle zone marine di Catania, sia a nord che a sud, gli effetti sono devastanti e vengono alimentati dal surriscaldamento. Il sistema Terra si sta riscaldando in maniera inaudita e tra l’effetto della risalita eustatica del mare e quello dell’aumento dell’energia si creano effetti sempre più forti».

Per questi motivi si potrebbe immaginare «uno tsunami con altezze di 10 metri che dura 12 ore consecutive. E’ successo qualcosa di molto importante e la quantità d’acqua era spaventosa. Aggiungiamo il vento e le zone della costa con queste onde martellanti e potremmo pensare di essere abbastanza fortunati. Per un evento come il ciclone Harry la parte del sottopasso dell’hotel Nettuno, dove è stato divelto un pezzo di ringhiera, non ha la stessa resistenza della roccia lavica che costituisce il resto della costa. La parte naturale viene erosa piano piano, ma mai danneggiata in maniera così intensa».