Porta Reale: il monumentale ingresso al centro storico
Noto, come ben sappiamo, è una della capitali del barocco a livello internazionale, ma la sua forza sotto l’aspetto artistico e sotto quello architettonico non si limita soltanto a questo. Uno dei monumenti simbolo della città risale al XIX secolo e tutt’ora rappresenta il biglietto da visita per chi entra in città. Stiamo parlando della Porta Reale, monumentale ingresso nel centro barocco di Noto con un notevole effetto ottico per chi entra in città.
La visita di re Ferdinando II di Borbone
Prima della costruzione della Porta Reale Noto era separata da un vallone melmoso con degli alberi, aldilà del quale si trovava il convento dei Cappuccini. Per la sua costruzione fu determinante il fatto che i netini vennero a sapere della visita di re Ferdinando II di Borbone, al tempo re delle Due Sicilie, ma i particolari storici relativi a questa opera artistica li racconta la guida turistica Giuseppe Iuvara.
«La Porta Reale fu costruita – ha detto Iuvara – sotto forma di ringraziamento verso il monarca, in quanto nel 1837 lui dopo tutte le problematiche del colera che ci furono a Siracusa spostò il capoluogo di provincia a Noto, che mantenne questo status fino al 1865, quando capoluogo di provincia divenne Siracusa. Ma il re diede anche la dogana di seconda classe a Calabernardo e venne tantissime volte in città, come quando fu ospitato a Palazzo Landolina. I Landolina assieme a tutti gli altri appartenenti alla nobiltà di Noto vollero ringraziare il monarca facendo costruire questo arco».
I simboli scolpiti sulla Porta Reale
La bellezza di questo arco è evidente, ma il tutto non finisce qui perché «sopra ci sono i simboli che rappresentano la dedizione e il ringraziamento. C’è quello centrale, che è un pellicano che si sacrifica per dare da mangiare ai propri figli e che quindi è stato posizionato lì in questo senso. Poi c’è una fortezza per dare l’idea di forza e infine il cane che dà il senso della fedeltà. Questo rappresenta quindi la fedeltà di Noto a re Ferdinando II di Borbone e fu costruito. Ferdinando sbarcava a Calabernardo e lì c’è una lapide che ricorda le sue visite. C’è da ricordare anche che in corrispondenza della rivoluzione del 1848 la statua di Ferdinando fu distrutta e nel secolo successivo nella stessa piazza fu fatto il monumento ai caduti».