Ciclone Harry in Sicilia orientale: quanto reggono precauzioni contro maltempo?

di Giuliano Spina

Con l’arrivo del ciclone Harry in Sicilia orientale, e in particolar modo a Catania e provincia, torna di estrema attualità il problema relativo ai danni che sotto l’aspetto idrogeologico gli eventi di maltempo estremi causano, nelle zone vicine al mare con le grandi mareggiate che si riversano anche oltre le strade litoranee andando a colpire anche le abitazioni.

Rischio mareggiate, frane e dissesto idrogeologico tra Catania e Giardini Naxos

Abbiamo già visto qualche mese fa come tutto lo spazio costiero compreso tra la Riviera dei Ciclopi ad Aci Castello e Giardini Naxos sia a forte rischio in caso di eventi estremi come quello in corso. Ciò anche a causa del fatto che diverse costruzioni sono state messe in piedi su un terreno argilloso, molto fragile quando avvengono le cosiddette bombe d’acqua.

Il geologo Torrisi: “Misure sufficienti, ma solo nel breve periodo”

I comuni ricadenti in questa fascia in vista del ciclone Harry hanno tentato a ogni modo di correre ai ripari nei loro arenili e il geologo Salvatore Torrisi spiega come queste misure siano state prese in base alle previsioni.

«Queste misure possono essere considerate – afferma Torrisi – in base a quella che è la previsione. Le misure sono precauzionali, quindi uno programma il tutto in base a quello che si aspetta, ma di più non credo che si possa fare perché per interventi veloci quello che si sta adottando credo che sia sufficiente riguardo al tempo e all’efficienza. Al momento l’entità del fenomeno sembra paragonabile a quella che era stata prevista e quindi quello che si è fatto sembra sufficiente. Per la geologia un maltempo di questo livello fa ovviamente pensare a frane e dissesti, ma al momento non sembra esserci pericolo».

Mareggiate e frane: i pericoli a breve e lungo termine

Quello che può far scattare l’allarme a breve termine «sono le mareggiate vicino alla costa, mentre a lunga termine i pericoli possono essere rappresentati dall’innesco di fenomeni erosivi e di eventuali frane o dissesti. Per la frana di Niscemi, che è comunque diversa dal Catanese, per esempio si capiva che certi dissesti sono prodotto di eventi a lungo termine. Bisogna adottare precauzioni che spesso in Sicilia non si adottano, come la pulizia delle caditoie o degli ingressi delle acque bianche. Bisogna pensare prima».

Protezione Civile in anticipo: difese provvisorie e limiti strutturali

In occasione del ciclone Harry sembra che «la macchina della Protezione Civile abbia agito in anticipo. Mi viene da pensare alle paratie a costa bassa e sono pur sempre difese provvisorie. Bisogna sempre programmare, gli eventi metereologici, come in questo caso, non devono essere controbattuti da un lavoro dell’ultimo minuto, bensì con anni di studio e di realizzazione di determinate opere che contrastano tutti gli effetti che possono essere causati da questi eventi».

Caditoie e fognature: la vera emergenza infrastrutturale

La larghezza di determinate pozzanghere, chiamate anche “laghetti stradali”, dipende dal fatto che «il territorio ha delle modifiche determinate anche dall’usura. Le cose più importanti sono le acque fluviali, le caditoie, le fognature, in particolare quelle di acque bianche, dove si dovrebbero immettere queste quantità di acque, calcolate e progettate anche in funzione di questi eventi. I danni di San Giovanni Li Cuti fanno parte del contesto e rientrano in un contesto quasi normale, perché altrimenti si dovrebbero fare delle opere che chiudono il mare. Nelle campagne invece c’è l’influenza della forza del vento».