Cinque proposte per rafforzare le politiche Ue sul cancro tra innovazione, dati e risorse dedicate.
Un Manifesto nel cuore delle politiche sanitarie europee
Tradurre le evidenze scientifiche in politiche strutturali capaci di produrre un impatto duraturo nella cura del cancro. È l’obiettivo del primo Manifesto europeo per la salute digitale e l’assistenza oncologica, presentato a Bruxelles nel corso del convegno internazionale “EU Digital Health and Cancer Care: from scientific evidence to policy impact”, in un momento cruciale per il futuro delle politiche sanitarie dell’Unione europea.
Il documento nasce in una fase di ridefinizione delle priorità europee, segnata dal confronto sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028–2034.
I promotori e il ruolo della ricerca
Il Manifesto è promosso dall’IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” ed è stato firmato dai partecipanti al convegno, che rappresentano istituti di ricerca, enti sanitari e soggetti attivi nelle politiche pubbliche europee.
I numeri del cancro in Europa e la trasformazione dell’assistenza oncologica
In Europa si registrano ogni anno circa 2,7 milioni di nuove diagnosi di cancro e 1,3 milioni di decessi.
L’assistenza oncologica – affermano gli studiosi – sta vivendo una trasformazione profonda che va dall’oncologia di precisione all’intelligenza artificiale, passando per nuove strategie di diagnosi precoce, prevenzione e trattamento. Le politiche sul cancro rappresentano oggi un banco di prova per l’allineamento tra innovazione, dati, etica, equità e sostenibilità.
Il rischio di nuove disuguaglianze sanitarie
È proprio su questo allineamento che il Manifesto insiste, indicando il rischio che l’innovazione rimanga confinata a sperimentazioni locali o a sistemi sanitari più forti, ampliando le disuguaglianze tra Stati membri e tra territori.
Le cinque Call to Action rivolte ai decisori europei
Il Manifesto individua cinque Call to Action rivolte ai decisori politici europei e nazionali. Tra i punti centrali vi è la richiesta di garantire un ruolo forte, visibile e dotato di risorse dedicate alla salute e al cancro nel prossimo Programma quadro FP10 e nel Quadro finanziario pluriennale 2028–2034.
Un secondo asse riguarda l’investimento in ecosistemi di sanità digitale realmente interoperabili, sicuri e centrati sul paziente, superando la frammentazione dei sistemi informativi e dei dati sanitari.
Il Manifesto chiede inoltre di riconoscere l’oncologia di precisione come investimento strategico per i sistemi sanitari e non come voce di spesa, e di mantenere la Missione Ue sul Cancro come priorità di lungo periodo, evitando che venga diluita o assorbita in programmi più generici.
Sanità digitale, dati e fiducia dei cittadini
Il Manifesto si colloca così all’interno di un confronto più ampio sulla capacità dell’Unione di sostenere politiche sanitarie comuni senza arretrare sul fronte dell’equità territoriale.
Secondo i promotori, l’investimento nella sanità digitale può produrre benefici concreti solo se accompagnato da una governance solida dei dati, da standard di interoperabilità condivisi e da un rafforzamento della fiducia dei cittadini.
In tutta l’Unione europea l’oncologia di precisione non deve più essere vista come una fonte di spesa, ma come un fattore di efficienza, ribadiscono gli studiosi.
Un passaggio cruciale per il futuro dell’Unione europea
Il Manifesto europeo per la salute digitale e l’assistenza oncologica arriva dunque in un passaggio delicato, in cui la tenuta degli investimenti pubblici e la capacità dell’Unione di mantenere una visione condivisa rappresentano una condizione essenziale per non arretrare sul fronte della prevenzione, dell’innovazione e dell’equità nell’accesso alle cure.
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Riccardo Gabriele Castro è medico urologo e dirigente sanitario siciliano. Oggi è Presidente della SEUS 118 Sicilia, la società che gestisce il servizio di emergenza-urgenza in regione, e porta nel dibattito pubblico i temi che riguardano il 118: sicurezza degli operatori, formazione continua e organizzazione del sistema.
Accanto al lavoro clinico in urologia (tra endourologia, uro-oncologia e attività di reparto e sala operatoria), ha maturato esperienza gestionale in ambito ospedaliero e nella sanità pubblica. È anche giornalista pubblicista, e per L’Urlo firma articoli di taglio medico-sanitario con un’attenzione particolare a innovazione, prevenzione e servizi.