La Nuoto Catania, società di pallanuoto militante nella Serie A2, si prepara a tornare in vasca e la trasferta sarà fra dieci giorni contro Ischia a Napoli. Dato l’andamento del campionato con un buon ruolino di marcia caratterizzato però da qualche inciampo di troppo la società mantiene i piedi per terra, considerando anche gli ultimi infortuni che ci sono stati.
Infortuni e difficoltà: il punto del direttore generale Pippo Leonardi
Il direttore generale della Nuoto Catania, Pippo Leonardi, fa il punto della situazione tenendo conto anche di come gli infortuni invitino proprio a tenere i piedi per terra per un campionato in cui la squadra si sta comunque ritagliando un ruolo da protagonista.
«Giochiamo a Napoli – afferma Leonardi – e abbiamo lavorato molto in queste vacanze. I ragazzi ci tenevano a intensificare gli allenamenti per farsi trovare pronti. Purtroppo quest’annata è problematica sotto l’aspetto degli infortuni perché dopo aver perso Valentino Gallo, che orma quasi sicuramente lo costringerà al ritiro dalla sua carriera di atleta, il nostro maltese Sam Gialanze si è perforato un timpano in maniera molto brutta. Al momento è seguito a Malta per vedere i tempi di recupero, ma cercheremo di fare il nostro meglio e per quattro partite giocherà con noi Federico Gulisano, che è andato a studiare in America».
Mercato e innesti temporanei: le valutazioni della società
Riguardo a possibili interventi sul mercato «dovremmo capire se questo infortunio di Gialanze sarà meno grave di quello di Gallo. Gli hanno prospettato una cura particolare e merita tutta la nostra comprensione. Qualche giorno prima della chiusura della campagna acquisti vedremo se vi sarà la possibilità di prendere qualcuno».
L’Ischia mira alla promozione ed «è una squadra attrezzata con due stranieri buoni, ha giocatori di un certo calibro e sarà una partita impegnativa, ma noi non ci tireremo indietro. Ci sono i nostri giovani che si sono allenati bene e andremo lì per fare punti. La squadra era stata fatta per lottare per le prime posizioni, ma anche quest’anno gli indicatori dicono che l’A1 è una categoria molto dispendiosa. Penso a Ortigia e Telimar che stanno faticando. L’A1 va approcciata con le pinze qualora dovessimo arrivarci. Noi non ci tiriamo indietro, ma nel corso degli anni a parte cinque squadre solide quasi tutte lottano per non retrocedono. Noi abbiamo fatto quattro anni di A1 con grandi difficoltà e la situazione ora ha visto i costi crescere».
Pallanuoto italiana tra costi crescenti e mancanza di sponsor
Se la promozione dovesse arrivare «noi non ci tireremo indietro e affronteremo il tutto, anche se la programmazione passa per una solidità finanziaria che è diventata indispensabile. Non si può pensare di fare Natale con i fichi secchi perché la pallanuoto attira sempre meno interesse e non ci sono sponsor. E’ uno sport chiuso in un limbo in cui non riesci ad attirare attenzioni particolari. I costi lievitano e la pallanuoto è rimasta una cenerentola come sport».