Nei giorni scorsi la città di Noto è stata teatro di un atto di vandalismo di non poco conto. A essere presi di mira la scalinata della chiesa di San Francesco d’Immacolata, il Palazzo Ducezio e alcune basole lungo corso Vittorio Emanuele III, in pieno centro storico, con della vernice rossa e la notizia è stata riportata la scorsa settimana dal Tgr Sicilia della Rai.
Vandalismo nel centro storico patrimonio Unesco
Un gesto che sicuramente rappresenta una macchia in una città come Noto, che è conosciuta non solo in Sicilia e in Italia, ma anche in tutto il resto del mondo come una delle perle del barocco e che ogni anno fa dei suoi monumenti e della sua architettura i suoi biglietti da visita. Un fatto che assume dei contorni di gravità più ampi se si pensa che i monumenti in questione sono anche patrimonio Unesco.
La dura condanna del sindaco Corrado Figura
Il sindaco di Noto, Corrado Figura, ha subito condannato a gran voce l’accaduto e ha sottolineato come quanto accaduto sia un’offesa al patrimonio storico della città.
«Penso che sia un atto criminoso – ha detto Figura – e uno sfregio inaccettabile nei confronti della nostra città e queste immagini sono veramente un insulto al nostro patrimonio, alla nostra storia e a tutti i cittadini che amano e rispettano la nostra città. Deturpare il cuore del centro storico con questo squallore non è una bravata, è un vero atto criminale e voglio essere diretto: a chi ha compiuto questo gesto non daremo tregua. Stiamo lavorando assieme alle forze dell’ordine per assicurarli alla giustizia. Chiunque sia stato a compiere questo gesto non è giustificabile».
La tutela dei beni culturali come valore identitario
La città di Noto ha sempre creduto fermamente nella conservazione dei beni, che è «un valore per tutta la città e per tutto il patrimonio mondiale perché Noto non rappresenta solo l’immagine di una città e di una comunità, bensì il mondo. La bellezza artistica della nostra città è patrimonio mondiale e in questi anni di cura e di recupero abbiamo riaperto tante aree della città che erano chiuse, come la chiesa di San Domenico, a quella del Crocifisso e all’Eremo di San Corrado o ancora all’ex chiesa di S.Agata. Continueremo in questa direzione per restituire un’altra parte monumentale della nostra città per migliorare e dare l’opportunità di fruizione da parte di tutti. Mi riferisco anche all’istituto Matteo Raeli, che con la scuola Melodia, che fanno parte del complesso del convento San Domenico, che vogliamo restituire».
Il lavoro di recupero e valorizzazione della città
L’attenzione sui monumenti della città è tanto e «questo sarà un ulteriore modo per dare maggiore consapevolezza sulla valorizzazione di questi nostri beni. In questo caso sono le forze dell’ordine a lavorare per assicurare alla giustizia i soggetti che hanno compiuto questo atto criminoso. Con la Sovraintendenza collaboriamo molto bene e continuiamo in questa direzione. E’ sotto gli occhi di tutti la crescita della città assieme alla valorizzazione dei monumenti».