14 luglio 1910: nasceva William Hanna, il padre di un immaginario che ha conquistato anche il fumetto

di Tindaro Guadagnini

Il 14 luglio 1910 nasceva a Melrose, nel Nuovo Messico, William Denby Hanna, uno dei più grandi protagonisti dell’animazione mondiale. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Joseph Barbera, con il quale ha formato uno dei sodalizi artistici più prolifici del Novecento, dando vita a personaggi entrati nell’immaginario collettivo di intere generazioni.

La coppia Hanna-Barbera iniziò la propria collaborazione negli studi della Metro-Goldwyn-Mayer alla fine degli anni Trenta, dove nel 1940 nacque Tom & Jerry. La celebre rivalità tra il gatto e il topo divenne rapidamente un fenomeno mondiale, conquistando ben sette Premi Oscar come miglior cortometraggio d’animazione e fissando nuovi standard nella comicità visiva.

Con la fondazione della Hanna-Barbera Productions nel 1957, William Hanna contribuì a rivoluzionare il mondo dell’animazione televisiva. In un’epoca in cui i cartoni animati erano pensati prevalentemente per il cinema, lo studio inaugurò una nuova stagione creativa realizzando serie destinate alla televisione che sarebbero diventate autentiche icone della cultura pop: Gli Antenati, Gli Jetson, L’orso Yogi, Braccobaldo, Jonny Quest, Scooby-Doo e Super Friends sono soltanto alcune delle produzioni che hanno segnato la storia del piccolo schermo.

L’influenza di William Hanna, tuttavia, non si è fermata all’animazione. Molti dei personaggi creati insieme a Barbera hanno trovato una seconda vita sulle pagine dei fumetti, dando origine a migliaia di albi pubblicati in tutto il mondo. Anche in Italia il successo fu straordinario: dalle edizioni Mondadori a quelle Cenisio, fino ai celebri albi pubblicati da Edizioni Bianconi, generazioni di lettori hanno continuato a seguire le avventure di Tom e Jerry, dell’Orso Yogi, degli Antenati e di Scooby-Doo attraverso le nuvole parlanti.

È proprio questo dialogo continuo tra animazione e fumetto a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’eredità di Hanna. I suoi personaggi hanno dimostrato come un’idea narrativa possa attraversare linguaggi diversi, mantenendo intatta la propria forza comunicativa e adattandosi a pubblici sempre nuovi.

A venticinque anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2001, William Hanna continua a essere un punto di riferimento imprescindibile non solo per l’animazione, ma anche per la storia del fumetto e della cultura popolare. Celebrare la sua nascita significa ricordare un autore che, insieme a Joseph Barbera, ha costruito un patrimonio creativo capace di superare il tempo, i confini geografici e le differenze generazionali.

Per gli appassionati della Nona Arte, il suo lascito vive ancora oggi negli scaffali delle fumetterie, nelle collezioni degli appassionati e nella memoria di milioni di lettori e spettatori che, almeno una volta, hanno sorriso davanti alle disavventure di un gatto e di un topo destinati a rincorrersi per l’eternità.

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