Se l’immaginario dei supereroi è dominato da due giganti come Marvel Comics e DC Comics, la storia del fumetto racconta anche di molti altri universi narrativi che hanno cercato di costruire una propria mitologia alternativa. Alcuni di questi progetti editoriali sono stati pionieristici, altri hanno avuto vita breve, ma tutti hanno contribuito a dimostrare quanto il genere supereroistico sia stato fertile e sperimentale nel corso dei decenni.
Tra gli esempi più interessanti figurano universi oggi meno ricordati ma fondamentali per comprendere l’evoluzione del fumetto americano: quello della Gold Key, della Charlton, dell’Ultraverse di Malibu e il più recente CrossGen Universe.
L’universo Gold Key
Negli anni Sessanta la Gold Key Comics pubblicò una vasta gamma di fumetti che spaziavano dall’avventura alla fantascienza. Sebbene non si trattasse inizialmente di un universo condiviso nel senso moderno del termine, diversi personaggi finirono per convivere nello stesso immaginario narrativo.
Tra i protagonisti più noti si ricordano Magnus Robot Fighter, eroe del futuro impegnato a combattere robot ribelli nel 4000 d.C., Doctor Solar, scienziato dotato di straordinari poteri energetici, e Turok, guerriero nativo americano catapultato in una misteriosa “valle perduta” popolata da dinosauri.
Molti di questi personaggi sarebbero stati recuperati negli anni Novanta dalla Valiant Comics, che li integrò nel proprio universo narrativo.
Charlton Comics e i supereroi che ispirarono Watchmen
Un altro universo oggi spesso dimenticato è quello della Charlton Comics, casa editrice attiva soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta.
Nonostante risorse limitate, Charlton diede vita a personaggi destinati a lasciare un segno nella cultura popolare. Tra questi spiccano Captain Atom, eroe atomico nato da un incidente scientifico, Blue Beetle e The Question, vigilante urbano dalla filosofia radicale.
Quando la casa editrice cessò le pubblicazioni, molti di questi personaggi furono acquisiti dalla DC Comics. Proprio queste figure avrebbero poi ispirato i protagonisti della celebre graphic novel Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons.
L’Ultraverse della Malibu Comics
Nei primi anni Novanta il boom dei fumetti supereroistici portò alla nascita di numerosi nuovi universi narrativi. Tra questi uno dei più ambiziosi fu l’Ultraverse della Malibu Comics.
Questo universo introduceva una nuova generazione di superumani chiamati “Ultras”, nati da un misterioso evento energetico noto come “White Event”. Tra i personaggi principali figuravano Prime, adolescente capace di trasformarsi in un potente eroe adulto, Hardcase e Ultraforce.
Nel 1994 la Malibu venne acquisita dalla Marvel Comics e l’Ultraverse venne progressivamente abbandonato, diventando oggi una curiosità storica per gli appassionati.
Il progetto CrossGen
All’inizio degli anni Duemila un altro esperimento interessante fu quello della CrossGen Comics, che tentò di creare un universo narrativo coerente e pianificato sin dall’inizio.
Le storie erano ambientate in diversi mondi appartenenti allo stesso cosmo narrativo e collegati da un misterioso simbolo chiamato “Sigil”, marchio che conferiva poteri straordinari a determinati individui.
Tra le serie più popolari figuravano Sigil, Scion e Mystic. Nonostante l’ambizione del progetto e la qualità delle pubblicazioni, problemi finanziari portarono alla chiusura della casa editrice nel 2004.
Universi che hanno lasciato il segno
Molti di questi universi supereroistici sono oggi ricordati soprattutto dagli appassionati e dagli storici del fumetto, ma il loro contributo alla crescita del genere è stato fondamentale. Hanno introdotto nuovi personaggi, sperimentato modelli narrativi differenti e dimostrato che il concetto di “universo condiviso” può assumere forme diverse, ben oltre i confini dei mondi dominati da Marvel e DC.
Ed è proprio grazie a questi esperimenti editoriali che il fumetto supereroistico continua a reinventarsi, mantenendo viva una tradizione narrativa che da oltre ottant’anni alimenta l’immaginario di lettori di ogni generazione.