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Trovato senza vita al lido dei Ciclopi di Aci Castello. È giallo sulla morte di Aldo Pizzorno

Incidente o omicidio? È giallo sulla morte di Aldo Pizzorno, rinvenuto senza vita al Lido dei Ciclopi di Aci Castello

Incidente o omicidio? È giallo sulla morte di Aldo Pizzorno. L’uomo è stato rinvenuto senza vita al Lido dei Ciclopi di Aci Castello lo scorso 27 luglio.

Rinvenuto privo di vita il corpo di un uomo al lido dei Ciclopi di Aci Castello. Sul caso si apre un’inchiesta. Si tratta di una tragedia accidentale o di omicidio?

Aldo Pizzorno, 50 anni, un uomo di corporatura robusta, alto, sportivo e quindi atletico. Originario di Avellino e residente da parecchio tempo ad Aci Castello, è lui il protagonista di questa vicenda che potrebbe sfiorare la tragedia. Al ritrovamento del suo corpo la notizia fu diffusa con l’accezione che si trattasse di un semplice incidente. Parlando con l’avvocato che segue il caso, Giovanni Trapani, si scopre però che sin da subito non c’era chiarezza sul tremendo episodio.

Il penalista Trapani, nella categoria da 30 anni, ha immediatamente anteposto il segreto d’indagine sul caso, dichiarando pertanto di non poter rivelare informazioni sulla questione. Tuttavia ci conferma che lo spiacevole avvenimento, dapprima mediaticamente nascosto, ha destato subito l’incertezza sui fatti.

Si disse che si era trattato solo di una disgrazia. L’uomo, secondo un primo rilievo, sembrava essere caduto mentre tentava di oltrepassare una ringhiera nei pressi del passaggio pedonale del lido che in quel momento era chiuso. Ma i parenti, non convinti, hanno repentinamente voluto che si investigasse su questa morte.

Sono parecchi i motivi per i quali non si crede che Aldo sia semplicemente scivolato o caduto nello scavalcare. In primis le ferite da lui riportate. Secondo l’analisi forense le ferite riportate da Aldo sono “trauma cranico e rottura del rachide cervicale”. E Aldo era un uomo allenato, giovane, di una costituzione piuttosto forte, possente. Le probabilità che sia caduto nel tentativo di scavalcare, sono veramente molto remote. E se così fosse stato, non sarebbero state quelle le ferite che il suo corpo avrebbe dovuto riportare. Ed anche ammesso che fosse scivolato, sarebbe stato impossibile che scavalcando quella ringhiera si fosse ferito in questo modo. Ci sono dunque diversi conti che fanno veramente fatica a tornare. Discrepanze che lasciano tutto in dubbio.

E ancora, Aldo conosceva la zona, perché avrebbe dovuto scavalcare? A destare sospetti anche il fatto che la vicenda ha avuto risvolti in mattinata. Dunque la caduta non si potrebbe neanche addebitare alla poca visibilità per la mancanza di luce o per la presenza del buio della notte.
Del resto Aldo, solito frequentarne i dintorni, conosceva piuttosto bene i luoghi ed era a conoscenza dell’esistenza di un varco aperto a poca distanza dal punto in cui sarebbe poi andato incontro ad un destinato che chissà se era a lui destinato.

Il suo decesso potrebbe essere posto in un arco temporale che si aggira tra le 07:50, orario del suo ultimo accesso su whatsapp, e le 08:45, orario in cui è stato trovato il suo corpo.

Girano attorno al caso un quantitativo innumerevole di domande.

Si avanzò inoltre l’ipotesi che potesse essersi trattato di qualcosa di molto più complesso. Che il 50enne fosse stato vittima di un pestaggio, notevolmente violento, e conclusosi male, molto male.

Altri fatti attirano l’attenzione. Aldo Pizzorno avrebbe trascorso la note al lido. Lì era stato organizzato un evento. «…È successo un casino…», avrebbe detto verso le sei di mattina di quel 27 luglio telefonando alla compagna. Un’altra ipotesi viene a galla; e se le cose si fossero messe male e Aldo stesse cercando di scappare da qualcuno che sarebbe diventato da lì a poco il suo assassino?

I familiari di Aldo restano appesi e non si arrendono all’idea di questa tragica morte “accidentale”. Per questo in una memoria firmata dall’avvocato Giovanni Di Trapani chiesero di scandagliare altre ipotesi investigative. La memoria si trova adesso nel fascicolo aperto dalla Procura di Catania e c’è in corso un’inchiesta per omicidio.
L’ipotesi, al momento inessenziale, è innescata dal malcerto.

Facciamo il punto; il buio non poteva ostacolare il tentativo di ostacolare la ringhiera. Se fosse caduto mentre tentava di scavalcare, l’altezza dal quale sarebbe caduto non potrebbe giustificare la frattura mortale. Ma c’è di più. A destare incertezza, dal punto di vista dei familiari, anche la presenza di una macchia di sangue ad altezza dei polmoni rinvenuta sulla sua camicia. Sui suoi vestiti risulterebbero presenti anche delle striature che fanno pensare possa trattarsi di colpi inferti da un corpo contundente.

Alcuni testimoni, al momento dispersi, avrebbero alluso che l’arma a lasciare le tracce sul tessuto dei suoi indumenti fosse probabilmente un paletto.

Sul caso il pm Fabrizio Aliotta, per conto della Procura di Catania, che sta lavorando assiduamente. I Carabinieri avrebbero già avuto modo di sentire diverse persone con la speranza di far venire alla luce indizi nascosti. Nuovi spunti investigativi potrebbero provenire dal controllo delle telecamere di video-sorveglianza di qualche attività commerciale situata nei pressi del lido, luogo oggetto del terrificante evento.

Sul caso svolazza un grande mistero. Quello che è certo è l’intenzione degli ordini competenti di fare giustizia e portare chiarezza sulla morte di Aldo che oggi non torna più a casa.

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Elisabetta Ferlito

Inizia a scrivere per caso ed è così che d'un tratto si trova e si scopre appassionata di ciò che non è convenzionale. Per lei non conta cosa hai da dire ma come sei disposto a dirlo, quanto sei disposto a rischiare per farti ascoltare. Sostenitrice delle parole che tutti pensano ma nessuno vuole pronunciare e inguaribile amante dei dettagli, con il suo oceano di caos, è nata con la testata online 'L'Urlo', e lei in quel grido ci sguazza.

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