La notte di Capodanno non è solo un’occasione di festa. Per molti è soprattutto un passaggio simbolico, un momento in cui si chiude un capitolo e, almeno nelle intenzioni, se ne apre un altro.
All’inizio dell’anno nuovo associamo speranze, propositi e aspettative. E quando il futuro appare incerto, anche chi si dice razionale finisce per affidarsi a piccoli riti scaramantici. Non tanto per convinzione, quanto per il bisogno umano di sentirsi un po’ più al sicuro.
Altro che superstizione fuori moda
Secondo un sondaggio SWG del 2021, il 40% degli italiani si definisce superstizioso: il 5% sempre, il 35% “solo in alcune situazioni”. Capodanno, guarda caso, è una di queste. La percentuale è cresciuta negli anni — dal 36% nel 2015 al 40% dopo la pandemia — segno che nei periodi di instabilità aumentano anche i tentativi di trovare rassicurazioni simboliche.
In fondo, non è magia: è ansia ben organizzata.
Cose da non fare a Capodanno (nel dubbio, meglio evitarle)
Se l’obiettivo è “iniziare l’anno con il piede giusto”, la tradizione suggerisce una lista piuttosto precisa di cose da NON fare.
Niente pulizie domestiche. Spazzare, lavare, buttare la spazzatura o fare il bucato a Capodanno sarebbe come spazzare via la fortuna. In molte culture, lavare i vestiti o i capelli il primo giorno dell’anno è considerato un gesto di cattivo auspicio: nella tradizione cinese, addirittura, il carattere che indica i capelli coincide con quello della prosperità. Lavarseli significherebbe “lavarla via”.
Attenzione a cosa si mangia
Pollo, aragosta e granchio sono sconsigliati. Le ali del pollo simboleggiano la fortuna che vola via; aragoste e granchi si muovono all’indietro, quindi evocano regressione. Meglio lasciare qualcosa nel piatto: avanzare un boccone sarebbe garanzia di abbondanza futura.
E niente porridge di riso a colazione: troppo povero, troppo simbolico.
Niente debiti
Secondo la superstizione, ciò che non si chiude prima della mezzanotte si trascina per tutto l’anno. Debiti compresi. Il Capodanno diventa così una sorta di reset simbolico: non sempre realistico, ma psicologicamente potente.
Dispensa piena e portafoglio non vuoto
Scorte abbondanti e qualche contante in tasca servono a “chiamare” prosperità. È una credenza che nasce da esigenze molto concrete: per secoli, avere cibo a sufficienza significava sopravvivere all’inverno. Oggi resta il rito, anche se la realtà è cambiata.
E poi, le ultime raccomandazioni
Niente lacrime, niente parole negative, niente sonno prima della mezzanotte.
Perché il primo giorno dell’anno, secondo la tradizione, detta il tono di quelli che verranno.