Tre anni sono trascorsi da quel 22 agosto 2023 che ha spento la voce di Toto Cutugno, ma alcune canzoni sembrano avere un tempo diverso. Restano lì, sospese nella memoria, capaci di tornare con poche note e di raccontare ancora un’Italia fatta di sentimenti, partenze, nostalgia, speranze e orgoglio.
Nato a Fosdinovo, in provincia di Massa-Carrara, ma profondamente legato alla Sicilia delle sue origini familiari, Cutugno ha attraversato decenni della musica italiana diventando uno degli interpreti e degli autori più conosciuti anche oltre i confini nazionali. La sua è stata una carriera costruita sulla forza di melodie immediate e parole semplici, capaci di arrivare al pubblico senza bisogno di artifici.
A consacrarlo definitivamente al successo internazionale è stata L’Italiano. Era il 1983 e quella canzone, destinata a diventare il suo biglietto da visita nel mondo, avrebbe superato i confini del semplice successo discografico per trasformarsi in qualcosa di più grande. Un brano diventato simbolo, riconoscibile a migliaia di chilometri dall’Italia e ancora oggi capace di evocare, attraverso poche strofe, un preciso modo di essere italiani.

Ma fermarsi a L’Italiano significherebbe raccontare soltanto una parte della sua storia. Prima e dopo quel successo sono arrivati brani che hanno attraversato Sanremo e la memoria collettiva: Solo noi, Serenata, Figli, Soli, Gli amori e tanti altri titoli affidati alla sua voce o alla sua penna.
Sanremo è stato uno dei luoghi più importanti della sua carriera. Nel 1990 Cutugno conquistò la vittoria con Insieme: 1992, un brano dedicato all’idea di un’Europa sempre più unita, presentato insieme a Ray Charles e ai Pooh. Una pagina importante della sua storia artistica, arrivata dopo anni di partecipazioni e successi sul palco dell’Ariston.
Cutugno è stato, infatti, prima di tutto un autore. Ha scritto per alcuni dei grandi nomi della musica italiana e internazionale, da Adriano Celentano a Dalida, fino a Johnny Hallyday, dimostrando una capacità rara: quella di costruire canzoni semplici solo in apparenza, destinate a rimanere nella memoria di chi le ascolta.
La sua scomparsa, avvenuta il 22 agosto 2023 all’ospedale San Raffaele di Milano dopo una lunga malattia, ha lasciato un vuoto profondo nella musica italiana. Aveva 80 anni.
Oggi, tre anni dopo, ricordare Toto Cutugno significa soprattutto tornare alla sua musica. Alcune voci non smettono davvero di parlare quando il silenzio arriva, restano nelle canzoni, nelle radio, nelle vecchie playlist e nei ricordi di chi le ha ascoltate. Basta una melodia per riportarle in superficie, come se il tempo non fosse mai passato… Ed è proprio questa la forma più autentica dell’eternità per chi ha dedicato la propria vita alla musica.