Testimoni di Geova, svolta sul sangue: quattro componenti diventano una scelta di coscienza

di Tindaro Guadagnini

Il Corpo Direttivo modifica un punto storico della dottrina: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine potranno essere valutati personalmente dai fedeli nelle cure mediche. Cambia anche la posizione sulla donazione finalizzata a fornire componenti o frazioni.

È una novità destinata a far discutere quella appena annunciata dal Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova. Dopo un’ulteriore riflessione, accompagnata dalla preghiera, l’organismo che guida la comunità religiosa ha comunicato un cambiamento significativo nell’applicazione delle proprie indicazioni sul sangue.

Il nuovo orientamento riguarda i quattro principali componenti del sangue intero: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine.

La formulazione annunciata introduce un elemento particolarmente importante: la decisione viene rimessa alla coscienza del singolo cristiano.

In altre parole, ciascun Testimone di Geova dovrà decidere personalmente se accettare l’utilizzo di questi quattro componenti nell’ambito di cure mediche e chirurgiche, quando provengono dal sangue di un’altra persona.

Una svolta su uno dei temi più controversi

Il sangue rappresenta da decenni uno degli aspetti più riconoscibili della dottrina dei Testimoni di Geova. La comunità religiosa ha tradizionalmente mantenuto una posizione fortemente restrittiva nei confronti delle trasfusioni, sulla base della propria interpretazione dei precetti biblici relativi all’astensione dal sangue.

Nel corso del tempo, tuttavia, la dottrina ha distinto tra sangue intero, componenti principali e frazioni. Proprio nell’ambito delle frazioni era già presente uno spazio per la decisione individuale.

L’annuncio appena diffuso amplia ora questo spazio ai quattro componenti principali.

Non viene quindi semplicemente comunicata una nuova procedura sanitaria: viene modificato il perimetro della scelta personale riconosciuta al fedele.

La decisione passa alla coscienza individuale

Il principio espresso dal Corpo Direttivo è chiaro: di fronte all’eventuale utilizzo di globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine, ogni cristiano dovrà assumere una decisione personale.

Questo significa che, per tali componenti, non viene indicata una scelta unica valida indistintamente per tutti i fedeli.

La valutazione potrà quindi entrare concretamente nelle conversazioni tra paziente, familiari e personale sanitario, soprattutto davanti a interventi chirurgici o terapie nelle quali l’impiego di emocomponenti possa essere preso in considerazione.

Cambia anche la donazione

La novità non riguarda soltanto chi si trova nella posizione di dover ricevere una terapia.

La nuova indicazione afferma infatti che ogni cristiano deve decidere personalmente anche se donare il sangue con lo scopo chiaramente espresso di fornire componenti o frazioni destinati a un’altra persona.

Anche in questo caso, dunque, viene introdotto il principio della decisione individuale.

È un passaggio particolarmente significativo perché la questione non viene più affrontata esclusivamente dal punto di vista del ricevente, ma coinvolge anche il comportamento del potenziale donatore.

Cosa cambia concretamente

La portata dell’annuncio va però letta con precisione. Non significa che ogni forma di trattamento legata al sangue sia diventata automaticamente accettabile per i Testimoni di Geova.

Il cambiamento riguarda specificamente i quattro componenti principali indicati nell’annuncio e la possibilità per il singolo fedele di decidere personalmente sul loro utilizzo e, in determinate circostanze, sulla donazione destinata a produrre componenti o frazioni.

Restano quindi importanti le distinzioni tra sangue intero, componenti e frazioni, così come la valutazione delle singole procedure mediche.

Una nuova pagina per una comunità religiosa

Per una comunità conosciuta in tutto il mondo anche per la propria posizione sul sangue, l’annuncio rappresenta un aggiornamento di particolare rilievo.

Il dato forse più significativo non è soltanto l’elenco dei quattro componenti coinvolti, ma il principio che accompagna la nuova indicazione: la scelta personale del fedele.

Una modifica che tocca contemporaneamente dottrina, coscienza individuale e pratica medica e che potrebbe avere conseguenze concrete ogni volta che un Testimone di Geova si troverà davanti a una decisione terapeutica.

Dopo decenni in cui il tema del sangue è stato uno dei simboli più discussi della loro identità religiosa, per i Testimoni di Geova si apre così una nuova fase, nella quale una parte importante della decisione viene affidata alla coscienza del singolo.

jacktoto