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Cronache

Tassisti in sciopero a Catania: “Servono aiuti concreti, fatturato crollato dell’80%”

L’emergenza sanitaria ha provocato seri danni anche nel settore del servizio Taxi: i lavoratori supportati dalla sigla sindacale Ugl protestano nelle piazze catanesi chiedendo ristori adeguati. 

Dalle 8 alle 20, dunque, i tassisti incroceranno le braccia garantendo esclusivamente il trasporto sociale per anziani, portatori di handicap e malati. Lo sciopero è finalizzato a rivendicare aiuti economici per una categoria che, nell’area metropolitana catanese ha perso oltre l’80% di fatturato rispetto allo scorso anno.

«Siamo in difficoltà perché non riusciamo quasi neanche a poter mettere i soldi per la benzina, per poterci recare a lavoro. Con la contrazione del settore turistico e congressuale, con le limitazioni registrate in ogni settore lavorativo e la paura che è ormai nelle persone, il movimento si è arrestato. Siamo già arrivati a 8 mesi in cui il crollo dell’80% del fatturato ha fatto da padrone – dice a nome degli operatori il segretario provinciale Carmelo Galeano».

«Con il nostro segretario nazionale Alessandro Genovese, insieme ad altre sigle sindacali, ci siamo rivolti al Governo Conte per chiedere aiuti immediati, perché non ne possiamo più dei provvedimenti spot. Già il nostro comparto non viveva una situazione rosea. Sia a causa della crisi economica globale sia a causa dell’annosa questione dell’abusivismo imperante mai risolta. Con l’incedere dell’epidemia Covid-19 si è accentuata al punto tale da non poter garantire un sostentamento finanziario a decine di famiglie catanesi».

«Chiediamo interventi basilari, come l’istituzione di un fondo rotativo pari a 10 mila euro per ogni licenza da restituire a tasso zero e con condizioni agevolate. Ma anche l’allargamento della platea dei beneficiari e nuovi criteri di utilizzo per il “buono taxi” che ci possa consentire di venire incontro alle esigenze dell’utenza del trasporto di linea, attualmente fortemente penalizzata dalla riduzione del 50% dei posti sui mezzi pubblici».

“Senza un aiuto i mezzi potrebbero rimanere fermi per sempre”

«Invochiamo tra le altre cose – aggiunge Galeano – anche lo sgravio totale dei contributi Inps per il 2020 e la sospensione delle rate dei finanziamenti per l’acquisto dei veicoli necessari per l’espletamento del servizio. Chiamo anche un credito di imposta per l’acquisto dei dispositivi di protezione e per i costi di sanificazione. Oltre all’abolizione totale dei costi per l’utilizzo dei sistemi di pagamento con carta e l’introduzione del ticket Taxi defiscalizzato come avviene per il settore alimentare e ristorativo. I

«Importante per noi è anche il potenziamento del contrasto del fenomeno degli abusivi, che lede la dignità di chi è in piena regola. Senza un aiuto urgente – conclude il segretario – tanti mezzi potranno rimanere fermi non un giorno, ma per sempre lasciando lavoratori sul lastrico. Auspichiamo quindi, che questa nostra protesta pacifica possa accendere i riflettori sul comparto dei Taxi. E dunque dare il giusto ristoro a tante famiglie catanesi che di questa professione vivono».

Lo sciopero si è svolto nel rispetto delle normative vigenti. Quindi, di conseguenza, in forma statica nelle zone di sosta riservata ai Taxi in tutta la città di Catania ed in particolare nell’aeroporto “Vincenzo Bellini”, in via Vittorio Emanuele (piazza Duomo), in piazza Stesicoro, in corso Italia (angolo viale Libertà), in piazza Giovanni XXIII (stazione centrale) ed in via Etnea davanti la Villa Bellini».

E.G.

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Redazione

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