La Superluna del Lupo apre il 2026: il cielo come primo presagio dell’anno

di Redazione

Il 2026 non comincia in silenzio. Prima ancora che l’anno trovi il suo passo, è il cielo a rompere l’attesa. Nelle prime notti di gennaio, la Luna si avvicina alla Terra più del consueto e si mostra in tutta la sua pienezza: è la superluna del lupo 2026, primo grande appuntamento astronomico di un anno che promette di essere denso di fenomeni celesti.

La Luna raggiunge la fase piena il 3 gennaio alle 11:02, in pieno giorno. Ma chi alzerà gli occhi al cielo la sera precedente – e in quella successiva – la vedrà già completa, luminosa, dominante. È in queste ore che lo spettacolo diventa accessibile a tutti, senza strumenti, da qualunque punto d’Italia.

Perché questa Luna è “super”

Il termine “superluna” non appartiene al linguaggio scientifico, ma descrive efficacemente una condizione precisa: la coincidenza tra Luna piena e perigeo, ovvero il punto dell’orbita in cui il satellite si trova più vicino alla Terra. In questo caso, il massimo avvicinamento è avvenuto il 1° gennaio alle 22:44, a poco più di 360 mila chilometri dal nostro pianeta.

Il risultato è una Luna che appare leggermente più grande e più luminosa rispetto a una Luna piena media. Le differenze non sono clamorose a occhio nudo, ma sufficienti a rendere il disco lunare più presente, più “vicino”, quasi fisico. È una sensazione sottile, più che un effetto spettacolare: la Luna non stupisce per eccesso, ma per prossimità.

Il Lupo, la notte e il nome

Il nome “Luna del Lupo” arriva da lontano. Nella tradizione dei nativi americani, raccolta nell’Old Farmer’s Almanac, ogni Luna piena era associata a un’immagine naturale o simbolica. Quella di gennaio era legata ai lupi, che nei mesi più freddi si facevano sentire con maggiore frequenza, ululando nelle notti invernali.

Non è difficile capire perché questo nome abbia resistito nei secoli. Il lupo è una figura di confine: solitario e collettivo, temuto e rispettato, legato alla notte ma anche alla sopravvivenza. Una Luna che porta il suo nome sembra suggerire attenzione, ascolto, orientamento nel buio. Non un caso che apra proprio l’anno.

Un cielo che non sta fermo

La Superluna del 3 gennaio non è un evento isolato, ma l’inizio di un mese ricco di movimenti celesti. Nei giorni successivi, la Luna attraversa costellazioni, incontra pianeti e cambia volto con rapidità.

Il 10 gennaio raggiunge l’Ultimo Quarto. Il 18 gennaio arriva la Luna Nuova, il momento migliore per osservare il cielo profondo, senza il disturbo della luce lunare. In mezzo, incontri suggestivi: la Luna che sfiora Antares, il cuore rosso dello Scorpione; la falce sottile che si avvicina a Saturno verso fine mese; fino all’occultazione delle Pleiadi, uno degli spettacoli più delicati del cielo invernale.

Non mancano neppure altri protagonisti: le meteore delle Quadrantidi, rapide e imprevedibili, e alcune comete visibili con strumenti amatoriali, come se il cielo volesse ricordare che nulla resta davvero immobile sopra di noi.

Superluna del Lupo 2026: perché apre simbolicamente l’anno

Il 2026 sarà un anno particolare anche per un altro motivo: avrà tredici Lune piene, non dodici. E le Superlune torneranno solo alla fine dell’anno, il 24 novembre e il 24 dicembre, con quella della vigilia di Natale destinata a essere la più grande e luminosa dell’intero ciclo.

Ma più dei numeri conta il gesto. Alzare lo sguardo all’inizio dell’anno non è solo osservazione astronomica: è un modo per prendere le misure. Il cielo, con la sua precisione antica, ricorda che il tempo non è soltanto quello dimostrabile, ma anche quello che si attraversa.

Guardare la Superluna del Lupo significa accettare che l’anno cominci senza risposte, ma non senza segni. E che, come sempre, il cielo non promette: mostra.

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