Ti strofini spesso gli occhi? Quel gesto apparentemente innocuo che può mettere a rischio la cornea

di Redazione

Un po’ di prurito, gli occhi stanchi dopo una giornata davanti al computer o la sensazione di avere qualcosa nell’occhio. La reazione è quasi automatica: portiamo le mani al viso e iniziamo a strofinare le palpebre.

Un gesto che compiamo spesso senza pensarci e che, nell’immediato, sembra persino darci sollievo. Eppure, quando diventa frequente e particolarmente energico, strofinarsi gli occhi può rappresentare un comportamento da non sottovalutare, soprattutto in relazione a una patologia corneale chiamata cheratocono.

Ma qual è il legame tra questo gesto e la salute della nostra vista?

Ne parliamo con l’oculista Giovanni Moschitta, esperto in chirurgia refrattiva e cross-linking: “Strofinarsi gli occhi è un’abitudine molto diffusa, soprattutto tra chi soffre di allergie oculari. Il problema nasce quando il gesto viene ripetuto frequentemente e con forza, perché la cornea è una struttura delicata, la cui integrità è fondamentale per la qualità della visione”.

Cos’è il cheratocono e perché modifica la vista?

Il cheratocono è una patologia caratterizzata da un progressivo assottigliamento e da un’alterazione della forma della cornea, la superficie trasparente che ricopre la parte anteriore dell’occhio. Normalmente la cornea presenta una curvatura relativamente regolare, che permette alla luce di essere focalizzata correttamente sulla retina.

Nel cheratocono, invece, tende a deformarsi e ad assumere una forma più conica e irregolare: “Quando la cornea perde la sua regolarità, la luce non viene più focalizzata correttamente. Il paziente può iniziare a vedere immagini distorte, avere un astigmatismo sempre più irregolare e riscontrare difficoltà a ottenere una buona correzione con gli occhiali”, spiega Moschitta.

La patologia compare spesso durante l’adolescenza o nella prima età adulta e può progredire con velocità differenti da persona a persona.

Il problema spesso comincia dal prurito

Chi soffre di allergie oculari conosce bene quella sensazione: gli occhi prudono e strofinarli sembra essere l’unico modo per ottenere sollievo. Ma proprio questa abitudine può diventare difficile da interrompere: “Nei pazienti allergici il prurito può essere particolarmente intenso. Strofinare gli occhi può dare una sensazione momentanea di sollievo, ma rischia di aumentare l’irritazione e alimentare un circolo vizioso”.

Le condizioni allergiche, inoltre, sono frequentemente associate allo sfregamento oculare. Per questo trattare adeguatamente il prurito, attraverso una valutazione specialistica e una terapia appropriata, può essere importante anche per ridurre il ricorso a questo gesto.

Un astigmatismo che peggiora potrebbe essere il primo segnale

Uno degli aspetti più insidiosi del cheratocono è che, nelle fasi iniziali, può essere confuso con un comune difetto visivo. Il paziente cambia gli occhiali perché vede meno nitidamente, ma dopo qualche tempo la correzione sembra nuovamente insufficiente: “Un astigmatismo che aumenta rapidamente, soprattutto in un adolescente o in un giovane adulto, merita un approfondimento. Non significa necessariamente che ci sia un cheratocono, ma è importante escluderlo”.

Tra i possibili segnali troviamo visione sfocata o distorta, difficoltà nella visione notturna, immagini sdoppiate e frequenti cambiamenti della gradazione. Il cheratocono può inoltre interessare i due occhi in maniera differente, rendendo i sintomi più evidenti da un lato.

Come si scopre se la cornea sta cambiando forma?

Una normale valutazione della vista può far emergere il sospetto di un’irregolarità corneale, ma per studiare il cheratocono sono fondamentali esami specifici. Tra questi troviamo la topografia e la tomografia corneale, che permettono di analizzare la curvatura, la forma e lo spessore della cornea: “Oggi disponiamo di strumenti diagnostici che consentono di individuare alterazioni corneali anche quando il paziente presenta ancora una buona acuità visiva. Questo è particolarmente importante nei soggetti giovani e in presenza di familiarità”.

La diagnosi precoce permette di monitorare l’eventuale progressione e valutare tempestivamente le possibilità terapeutiche.

Il cheratocono si può fermare?

Negli ultimi anni il trattamento del cheratocono ha conosciuto importanti progressi. Una delle procedure principali è il cross-linking corneale, che utilizza riboflavina e raggi ultravioletti UVA per aumentare la resistenza biomeccanica della cornea e ridurre il rischio di progressione della malattia: “Il cross-linking rappresenta una possibilità terapeutica fondamentale nei pazienti con cheratocono progressivo. Il suo obiettivo principale è stabilizzare la cornea, cercando di evitare che la deformazione continui ad aumentare”.

In pazienti selezionati possono essere valutati anche approcci combinati, come il Cross-Linking Plus, che associano alla stabilizzazione corneale procedure mirate a migliorarne la regolarità e, potenzialmente, la qualità visiva. La scelta dipende sempre dalle caratteristiche individuali della cornea e dallo stadio della patologia.

Cosa fare quando gli occhi prudono?

La prima indicazione è cercare di individuare la causa del fastidio. Allergie, secchezza oculare e irritazioni possono provocare prurito, ma richiedono trattamenti differenti: “Se il prurito è frequente, la soluzione non è continuare a strofinare gli occhi. È capire perché si manifesta e intervenire sulla causa”.

Evitare lo sfregamento energico, non utilizzare colliri farmacologici senza indicazione medica e rivolgersi all’oculista in presenza di sintomi persistenti sono comportamenti utili per proteggere la superficie oculare. Nei soggetti con cheratocono diagnosticato o sospetto, ridurre lo sfregamento assume un’importanza ancora maggiore.

Un piccolo gesto che merita più attenzione

Non tutte le persone che si strofinano gli occhi svilupperanno un cheratocono, così come non tutti i pazienti affetti dalla patologia hanno questa abitudine.

Ma conoscere i fattori che possono contribuire al suo sviluppo o alla sua progressione significa poter intervenire anche sui comportamenti quotidiani: “Il cheratocono ci ricorda quanto sia importante non sottovalutare i cambiamenti della vista, soprattutto nei più giovani. La diagnosi precoce e il controllo dei fattori di rischio possono fare una differenza significativa nella gestione della patologia”, conclude Moschitta.

La prossima volta che gli occhi inizieranno a prudere, quindi, potrebbe valere la pena resistere alla tentazione di strofinarli con forza. Un gesto che dura pochi secondi, quando viene ripetuto continuamente, può avere conseguenze che meritano attenzione.