Caro energia, stop degli autotrasportatori siciliani: supermercati a rischio rifornimenti

di Tindaro Guadagnini

Merci ferme nei porti dell’isola. La protesta durerà cinque giorni: «Nessun blocco stradale, ma avanti finché non avremo risposte scritte dal governo»

La protesta è iniziata nella notte e rischia di avere effetti immediati sulla quotidianità dei cittadini siciliani. Gli autotrasportatori dell’isola hanno annunciato uno stop di cinque giorni al trasporto delle merci, con la conseguente sospensione delle consegne ai supermercati e ai principali punti di distribuzione.

I primi segnali si registrano già nei porti, dove numerosi carichi risultano bloccati in attesa di essere movimentati. Una situazione che, se dovesse protrarsi, potrebbe portare nel giro di pochi giorni a scaffali vuoti e difficoltà nella distribuzione dei beni di prima necessità.

Alla base della mobilitazione c’è ancora una volta il caro energia, con l’aumento dei costi del carburante che sta mettendo in ginocchio il settore dell’autotrasporto. «Non è più sostenibile lavorare in queste condizioni», fanno sapere i rappresentanti della categoria, sottolineando come i margini siano ormai ridotti al minimo.

La protesta, tuttavia, si distingue per modalità: niente blocchi stradali, né presidi lungo le arterie principali. Gli autotrasportatori hanno scelto una linea più “silenziosa”, ma non meno incisiva. «Non vogliamo creare disagi inutili alla circolazione – spiegano – ma il fermo dei trasporti è l’unico strumento che ci resta».

Una decisione che punta a mantenere alta l’attenzione senza esasperare il clima sociale, ma che al tempo stesso mette pressione alla filiera distributiva e alle istituzioni. L’obiettivo dichiarato è chiaro: ottenere impegni concreti e soprattutto scritti da parte del governo nazionale.

«Andremo avanti fino a quando non avremo risposte ufficiali», ribadiscono i promotori dello stop, evidenziando come le richieste riguardino interventi strutturali per contenere i costi e garantire la sopravvivenza delle imprese del settore.

Intanto cresce la preoccupazione tra i commercianti e la grande distribuzione, che temono ripercussioni già nel breve periodo. Se il fermo dovesse prolungarsi o estendersi, l’impatto potrebbe diventare significativo, soprattutto in un territorio come la Sicilia, fortemente dipendente dal trasporto su gomma per l’approvvigionamento delle merci.

Le prossime ore saranno decisive per capire se dal governo arriveranno segnali di apertura. In caso contrario, la protesta potrebbe segnare un nuovo punto di tensione nel già fragile equilibrio economico dell’isola.

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