Una storia vera, una storia di persone, una storia di umanità. L’ascolto che diventa cura per provare a risanare le ferite profonde. Arriva a Catania “Solo i pesci hanno un nome. Lampedusa: vite in sospeso” (edizioni Leima), opera prima del giornalista Enzo Raffaele.
Il libro sarà presentato giovedì 8 ottobre alle ore 18:00 alla Libreria Feltrinelli in via Etnea 285, a Catania.
Dopo i saluti di Aurelia Calì, direttrice della libreria, sarà il giornalista Alessandro Ricupero a dialogare con l’autore, Enzo Raffaele, e con la protagonista del libro, la psichiatra Enza Malatino.
Catania è la prima tappa siciliana nella quale oltre all’autore interverrà anche il medico suo malgrado protagonista di una rivoluzione culturale e sanitaria.
In una Lampedusa che è stata ed è teatro di sbarchi di migranti disperati e senza nome, in fuga da guerre, torture e privazioni di ogni genere, la psichiatra Enza Malatino decide di accettare quel posto nell’isola delle Pelagie che per la prima volta dovrà fare i conti con la malattia mentale e il disagio manifestato sia dalla popolazione locale che dagli stranieri.
Un racconto nel quale si trovano aiuto, solidarietà e partecipazione collettiva ai drammi condivisi: in una sola parola, umanità. L’esperienza della psichiatra in loco, che doveva essere breve, è durata vent’anni. Ossia fino a quando lo Stato non ha dotato l’isola di una vera struttura medica di accoglienza.
Enzo Raffaele, oggi in pensione, è stato alla Gazzetta del Sud a Siracusa dove per otto anni ha diretto la redazione, prima di trasferirsi a Messina, dove ha ricoperto il ruolo di capo della redazione Sicilia. E’ stato al quotidiano L’Ora di Palermo, occupandosi di cronaca giudiziaria e nera durante gli anni delle stragi mafiose e collaboratore di testate come L’Unità e Paese Sera.
Enza Malatino, prima di essere in servizio per 20 anni presso il poliambulatorio di Lampedusa, come psichiatra e psicoterapeuta, è stata all’Asp di Palermo, ha lavorato per numerosi anni presso l’Ospedale Militare di Palermo e presso le Case circondariali “Ucciardone” di Palermo e di Termini Imerese.