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Sicilia, allarme vaccini dopo il taglio della Pfizer. Musumeci: “Seguire altre strade”

È allarme vaccini in Sicilia dopo il taglio delle dosi della Pfizer. Nell’Isola, infatti, sono ben 11.400 i vaccini in meno di cui disporre, la Regione, però, sta pensando ad “altre strade” per poter continuare, regolarmente, la campagna di vaccinazione.«Stiamo seguendo anche altre strade sulle quali in questo momento mi riservo di mantenere un minimo di riservatezza» dichiara il Presidente, Nello Musumeci.

Musumeci: “Puntavamo a immunizzare gran parte dei siciliani già prima dell’estate. Saremo costretti a tempi più lunghi”

Il Governatore della Sicilia, ieri era ospite a Casa Minutella e ha ammesso che i ritardi nelle consegne annunciati dalla Pfizer saranno la causa di un allungamento del calendario di vaccinazioni. “Puntavamo a immunizzare gran parte dei siciliani già prima dell’estate. Saremo costretti a tempi più lunghi”. Il ritardo getta tutta Italia nel panico: “Un altro rinvio nelle consegne delle dosi annunciate e e potremmo mettere a rischio i richiami”. Le seconde dosi, infatti, dovrebbero essere somministrate a tre settimane dalla prima; in Sicilia questo secondo giro è iniziato domenica.

Spinta sul Governo: “velocizzare l’iter per il via liberi a nuovi sieri”

Stando ad alcune indiscrezioni sulle ipotesi valutate dalla Regione, la pressione sul Governo appare notevole, soprattutto a livello di reperimento delle dosi in mercati extra continentali, anche se le procedure attualmente vigenti hanno tempi di verifica che non coincidono con i tempi tecnici di somministrazione.

Si tratta, infatti, di un percorso che si deve abbandonare a priori visto che i prodotti che entrano in UE e in Italia devono essere autorizzati da Ema e Aifa. Musumeci e Ruggero Razza, però, non sono gli unici a pensarla così, molti i governatori italiani che spingono sul Governo, “Devono garantirci che si velocizzi l’iter per il via libera a nuovi sieri”.

Sicilia con 71,7% di vaccinazioni si avvicina alla Lombardia

Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta sono le uniche regioni che non avranno tagli nella distribuzione dei vaccini Pfizer, mentre Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto con circa 25mila dosi sono le regioni più penalizzate, poi il Lazio con 12 mila e la Sicilia, assieme alla Puglia, con 11.700, ovvero -23,8% rispetto alle 37.440 previste per la prossima settimana.

“Prima Regione in Italia se non ci fossero stati i rallentamenti”

A proposito dei ritardi di Pfizer, l’assessore Razza ha avviato un’interlocuzione con la multinazionale per “capire perché lo stabilimento di Catania non sia stato coinvolto in una linea produttiva”. Su preciso mandato di Musumeci, l’assessore intensifica anche i contatti con AstraZeneca; di cui si sarebbe parlato nell’incontro Arcuri-Regioni, tenutosi ieri.

Tante le ipotesi e gli scenari, come quella secondo la quale il vaccino dell’azienda britannica potrebbe essere autorizzato dall’UE il prossimo 29 gennaio. Musumeci sostiene che “saremmo stati i primi in Italia se l’approvvigionamento non avesse cominciato a registrare degli evidenti rallentamenti” forse in peggioramento visto che Arcuri avrebbe invocato la “solidarietà fra Regioni”. In cosa consisterebbe questa solidarietà? Razza lo ha, apertamente, spiegato: “Chi, come noi, ha rispettato le regole, conservando una quota per i richiami viene chiamato cedere la propria riserva a chi invece ha voluto fare il fenomeno, o peggio ancora il furbo, proseguendo imperterrito con le prime dosi fino a sfiorare il 100 per cento”. Razza, nell’incontro di ieri si sarebbe opposto con forza alla proposta.

 

G.G.

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Redazione

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