Il Salone Internazionale del Libro di Torino non è solo una fiera, ma il polmone culturale d’Italia. Nato nel 1988 da un’idea dell’editore Angelo Pezzana e di Guido Accornero, il festival ha trasformato Torino nella capitale della lettura, passando dai padiglioni di Torino Esposizioni allo storico Lingotto Fiere, simbolo della rigenerazione urbana e industriale della città.
Un’eredità da record: il bilancio 2025
L’edizione del 2025, intitolata “Le parole tra noi leggere”, ha confermato la vitalità straordinaria del libro cartaceo e digitale. Con 231.000 presenze registrate tra il 15 e il 19 maggio, il Salone ha dimostrato di saper attrarre non solo i lettori “forti”, ma soprattutto le nuove generazioni, grazie a un mix perfetto tra grandi classici e fenomeni social.
Stime 2026: Puntiamo ai 250.000?
Considerando il trend di crescita costante degli ultimi anni e l’aumento degli spazi espositivi previsti per la XXXVIII edizione (14-18 maggio 2026), è lecito aspettarsi un nuovo balzo in avanti.
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Stima presenze: Prevediamo di superare la soglia dei 240.000/245.000 visitatori.
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Fattore traino: L’integrazione sempre più forte con il Salone Off (gli eventi fuori fiera) e l’arrivo di ospiti internazionali dal Sudafrica (Paese ospite) potrebbero spingere i numeri verso il record storico di un quarto di milione di persone.
Perché il Salone è fondamentale?
Le sue origini affondano nella volontà di creare un dialogo diretto tra autore e lettore. Oggi, l’importanza del Festival risiede nella sua capacità di essere:
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Piazza Civica: Un luogo di confronto su diritti, ambiente e politica.
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Motore Economico: Un evento che sostiene l’intera filiera editoriale italiana, dalle grandi case editrici ai piccoli indipendenti.
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Laboratorio Digitale: Il posto dove si capisce come BookTok e l’IA stanno cambiando il modo di scrivere.