Reddito di Libertà 2026, aumentano gli importi. Come fare la domanda e a chi spetta

di Antonio Ronsivalle

Il Reddito di Libertà è un contributo economico introdotto dal decreto legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio), successivamente reso strutturale dalla Legge di Bilancio 2024. Si tratta di una misura di sostegno destinata alle donne vittime di violenza, con o senza figli minori, che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità economica.

L’obiettivo principale è quello di favorire percorsi di autonomia e emancipazione attraverso l’indipendenza abitativa, il reinserimento lavorativo e la tutela della salute fisica e psicologica. Il contributo viene erogato dall’INPS su segnalazione dei Comuni e dei servizi sociali territoriali.

A chi spetta?

Questo contributo spetta esclusivamente alle donne residenti in Italia, con cittadinanza italiana o europea, oppure con permesso di soggiorno di lungo periodo o status di protezione internazionale, in condizione di povertà, legata a uno stato di bisogno straordinario o urgente, seguite da un centro antiviolenza riconosciuto dalla Regione e da un servizio sociale.

Qual è l’ammontare del beneficio economico?

Attraverso la circolare n. 44 del 9 aprile 2026, l’INPS ha stabilito che l’assegno mensile salirà da 500 a 530 euro, portando il valore massimo annuo della prestazione a 6.360 euro per un ciclo di dodici mensilità.

Il finanziamento viene erogato a fronte dell’impegno della richiedente a seguire un progetto personalizzato volto sia al raggiungimento dell’autonomia abitativa e personale che a favorire il percorso scolastico e formativo dei figli minori.

Quali sono i documenti necessari?

Per presentare la domanda di Reddito di Libertà occorrono i seguenti documenti:

  • documento di identitàin corso di validità;
  • codice fiscale;
  • permesso di soggiorno(per cittadine extracomunitarie);
  • attestazione del centro antiviolenzache certifica il percorso di protezione in corso;
  • certificazione dei servizi socialisullo stato di bisogno economico;
  • coordinate bancarie/postali(IBAN intestato alla richiedente).

Quando e come presentare l’istanza?

Per l’annualità in corso, la finestra temporale per l’invio delle istanze resterà aperta fino al 31 dicembre 2026. La procedura prevede l’utilizzo del modello “SR208”, che deve essere inoltrato all’Istituto tramite i servizi sociali dei Comuni di residenza. Un punto cardine del provvedimento riguarda la possibilità di ripresentare la domanda per tutte quelle donne che nel 2025 avevano ricevuto un esito negativo esclusivamente per mancanza di fondi.

In questi casi, gli enti locali sono autorizzati a riutilizzare la documentazione già presente nei propri archivi, a patto che venga verificata la “permanenza dei requisiti” e, soprattutto, la prosecuzione del percorso di recupero presso i centri antiviolenza accreditati. Il contributo continuerà a essere corrisposto dall’INPS in un’unica soluzione, accelerando così la disponibilità di liquidità per le donne in condizioni di particolare fragilità. Il sistema di gestione delle domande seguirà rigorosamente l’ordine di presentazione, rendendo la velocità di inoltro un fattore determinante per l’accesso ai fondi.

Compatibilità con altre prestazioni assistenziali

Il Reddito di Libertà è compatibile con la maggior parte delle altre prestazioni assistenziali quali assegno di inclusione, NASpI, assegno unico universale, bonus mamme e bonus asilo nido. Come specificato dall’INPS, il Reddito di Libertà “consente l’accesso a bonus e agevolazioni ISEE indipendentemente dalle condizioni economiche familiari”. Questo significa che il contributo non incide sull’ISEE ai fini dell’accesso ad altre prestazioni.

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