Reddito di cittadinanza, tornerà mai come prima? Il dibattito resta aperto

di Tindaro Guadagnini

Il Reddito di cittadinanza continua a dividere la politica italiana e l’opinione pubblica. A distanza di oltre due anni dalla sua abolizione, la domanda che molti cittadini si pongono è ancora la stessa: potrà mai tornare nella sua forma originaria?

La misura, introdotta nel 2019 dal Giuseppe Conte e fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, aveva l’obiettivo dichiarato di contrastare la povertà e favorire il reinserimento lavorativo. Nel corso degli anni, però, il Reddito di cittadinanza è stato al centro di un acceso scontro politico, tra chi lo considerava uno strumento indispensabile di tutela sociale e chi, invece, lo giudicava troppo costoso e vulnerabile ad abusi e inefficienze.

Con l’arrivo del governo guidato da Giorgia Meloni, la misura è stata progressivamente smantellata fino alla sua definitiva sostituzione con l’Assegno di inclusione, entrato pienamente in vigore nel 2024. Il nuovo sistema prevede criteri più restrittivi e una platea ridotta di beneficiari, privilegiando famiglie con minori, disabili o persone considerate non occupabili.

Nonostante ciò, il tema non è mai realmente uscito dal dibattito pubblico. Negli ultimi mesi il Movimento 5 Stelle ha rilanciato più volte la necessità di reintrodurre una misura simile al vecchio Reddito di cittadinanza, sostenendo che l’abolizione abbia aggravato le difficoltà economiche di molte famiglie italiane. Di diverso avviso i partiti del centrodestra, che continuano a difendere la scelta dell’abolizione, ritenendo il precedente sistema inefficace nel creare occupazione stabile.

A riaccendere ulteriormente la discussione è stata anche una recente decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha definito discriminatorio il requisito dei dieci anni di residenza richiesto dal vecchio Reddito di cittadinanza per alcune categorie di stranieri e rifugiati. Una pronuncia che ha riportato la misura al centro del confronto politico e sociale.

Secondo numerosi osservatori, tuttavia, un ritorno identico al Reddito di cittadinanza del 2019 appare oggi improbabile. Più realistico sarebbe invece l’arrivo, in futuro, di una nuova forma di sostegno economico: più controllata, maggiormente collegata alla formazione professionale e con criteri differenti rispetto al passato.

Il tema della povertà e del sostegno alle fasce più fragili resta infatti uno dei grandi nodi dell’Italia contemporanea. E mentre il costo della vita continua a crescere e molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese, il dibattito su un possibile nuovo reddito minimo sembra destinato a rimanere aperto ancora a lungo.

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