Ad accompagnare il video un post social dai toni forti nel quale Razza dice “Chi oggi parla di spartizioni, quando sedeva al governo della Regione, ha indicato i direttori generali delle Asp senza nessun criterio di merito. Noi, al contrario, abbiamo rispettato tutte le indicazioni del decreto Lorenzin e siamo andati ben oltre. Senza mai cedere a logiche di bottega”.
L’ex assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza risponde attraverso un video sui social a Gianfranco Miccichè che, dopo lo scontro con Marco Falcone alla Festa del Tricolore a Catania, ha parlato delle indagini sugli incarichi fatti dal precedente governo regionale, anche quelli dati nell’ambito della sanità.
https://youtu.be/KQDZ1GoTF2I
“Alcuni giornali si sono impegnati nella ricostruzione sulle scelte che furono fatte dal governo regionale, tra queste le nomine dei direttori generali della sanità. Ricordo a tutti che nella scorsa legislatura è entrato in vigore il decreto Lorenzin, che prevedeva la selezione dei candidati solo se quest’ultimi fossero stati ammessi all’elenco nazionale nei direttore generali – dice Razza -. Una selezione con una commissione esterna composta da tre persone, che hanno effettuato dei colloqui, e che secondo i criteri della Regione ha poi inserito i nomi in delle rose divise per le grandi aziende, per quelle di medi dimensioni, per i Policlinici universitari e così via”.
Le nomine sono discrezionali
“Le scelte discrezionali – sottolinea Razza – perché le nomine di alta amministrazione sono discrezionali, il governo le ha fatte solo sulla rosa di quei nomi. Dunque, questa scelta non è avvenuta, come in passato, in una platea di candidati vastissima o tra gli amici più stretti, ma solo tra chi è stato giudicato idoneo da quella commissione per ricoprire quel determinato ruolo. Ovviamente le scelte di alta amministrazione seguono anche un criterio politico di condivisione, ma la novità è che nel corso della valutazione dell’andamento dell’attività per la prima volta ce n’è stato uno che è stato rimosso dall’incarico e altri magari non sarebbero stati riconfermati, ma qualcuno ha voluto ad un certo punto che la nuova selezione per i direttori generali nemmeno si facesse”.