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Pronto il nuovo decreto Covid, cosa cambia dal 6 marzo

È pronto il nuovo decreto Covid con conseguente Dpcm, il primo da parte del nuovo governo Draghi. Smentita, attualmente, l’ipotesi di un nuovo lockdown in stile scorsa primavera ma le strette ci saranno. Il premier, inoltre, ha avuto un colloquio con Angela Merkel in merito all’emergenza sanitaria e Draghi non nasconde che la linea da seguire sia simile al modello tedesco. In Germania, infatti, le scuole i negozi e i servizi non essenziali resteranno chiusi. Dovremo aspettarci anche noi questa linea?

Al momento è stato prorogato il divieto sugli spostamenti tra Regioni al 27 marzo, anche se è concesso recarsi nelle seconde case. Nelle zone rosse non sarà consentito fare visita ad amici e parenti. Ma sarà decisivo per l’Italia il report 41 dell’Istituto Superiore di Sanità previsto per venerdì 26 febbraio. Tutto dipenderà dall’andamento della curva dei contagi e dall’indice Rt.

Nuovo decreto Covid

Il neo esecutivo si attesta su una linea di continuità con quello precedente. Oltre al divieto di spostamento fra regioni (valido per tutte). Per quelle regioni o comuni in zona rossa saranno, inoltre, vietati anche gli spostamenti verso altre abitazioni private così come le visite a parenti e amici.  Disposizioni che rimangono, invece, permesse nelle altre due fasce di rischio: arancione e gialla. Ma con delle differenze.

Differenze mobilità amici e parenti

Nelle regioni in zona rossa, quindi, si adotterà una “strettissima” sugli spostamenti. In zona arancione, invece, rimangono concessi gli spostamenti nel proprio comune anche per vedere amici e parenti (una sola volta al giorno) ma, appunto, solo nel proprio comune di residenza. In gialla, al contrario, la possibilità è estesa anche ad altri comuni distanti dal proprio. È possibile portare con sé anche figli minori di 14 anni o disabili, oltre alle persone che già convivono nell’abitazione di destinazione. La mobilità rimane consentita solo dalle 05:00 alle 22:00. Unica eccezione, in zona arancione, è per i comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti: in quel caso è possibile spostarsi nel raggio di 30 chilometri anche al di fuori del proprio centro abitato.

Cosa cambia dal 6 marzo?

Cosa cambia, quindi, dal 6 marzo?  Il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini ha illustrato in Consiglio dei ministri le proposte messa a punto dalle regioni per la gestione dell’emergenza Covid. Delle richieste avanzate dalle Regioni c’è un’immediata disponibilità a discutere dei ristori, anche contestuali ai provvedimenti, così come c’è l’impegno a prendere, quando possibile, le decisioni sulle misure con un congruo anticipo. Non sembra invece all’orizzonte una modifica delle regole e dei parametri che determinano le fasce. Si procederà, dunque, con le zone rosse a livello locale, che devono scattare appena vengono individuati i primi segnali di un innalzamento dei contagi e possono essere decise direttamente dai presidenti di regione.

Già alcuni territori cambieranno di fascia. La provincia di Brescia passerà a breve in zona arancione. Idem per alcuni comuni bergamaschi e per Soncino nel cremonese; stessa sorte per ben 20 comuni della provincia di Ancona, compreso il capoluogo. Da mercoledì fino al 5 marzo, invece, saranno in zona rossa Ventimiglia, Sanremo e i comuni limitrofi di Liguria.

Il governo Draghi dovrà inoltre prendere decisioni sulla questione vaccini, oltre a quella scolastica. Ma anche riguardo le aperture serali dei ristoranti, delle palestre, dei cinema e dei teatri. 

Ristoranti

Nonostante i ristoratori abbiano richiesto a gran voce di avere la possibilità di restare aperti fino alle 22, almeno in zona gialla, non sembrerebbero essere previste sostanziali novità in merito all’apertura dei ristoranti a cena. “La proposta dei ristoratori di aprire a cena con tutte le accortezze del caso e con l’obbligo di mascherina non sembrerebbe essere stata approvata. La diffusione delle nuove varianti, in particolare quella inglese, sembrerebbe preoccupare particolarmente il nuovo Governo tanto da non voler rischiare un’apertura prematura dei ristoranti anche a cena”.

Piscine, palestre, cinema e teatri?

Per quanto riguarda invece la situazione di piscine e palestre, il Ministero dello Sport, di comune accordo con il Comitato tecnico scientifico, sembrerebbe aver trovato una soluzione per garantire una riapertura il 6 di marzo: dovranno essere garantire lezioni individuali per quanto riguarda le palestre e almeno 10 metri quadrati per ogni persona nelle piscine. “Queste soluzioni potrebbero dare avvio ad altri provvedimenti che permettano il ritorno all’allenamento in sicurezza”. Queste regole varranno solamente per le zone arancione e gialla; le regioni in zona rossa dovranno invece mantenere chiusi gli impianti sportivi.

Per i cinema e i teatri sembrerebbe già stato deciso che queste strutture dovranno restare chiuse ancora per un altro mese. Queste le principali anticipazioni circa le nuove misure contenute nel decreto-legge approvato dal Governo Draghi. Si attendono, però, ancora eventuali conferme totali o smentite.

 

G.G.

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Redazione

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