Premio Efesto: l’innovazione nel gioco da tavolo

di Salvatore Mellia

C’è un premio ludico che, in pochi anni, si è ritagliato uno spazio riconoscibile e distintivo nel panorama dei concorsi italiani: il Premio Efesto.

Cos’è il Premio Efesto e perché è diverso dagli altri riconoscimenti

Nato per volontà di “Etna Comics, Festival Internazionale del Fumetto, del Gioco e della Cultura pop” di Catania, il premio celebra ogni anno i titoli che si sono distinti per innovazione, originalità e capacità di proporre qualcosa di nuovo nel mondo del gioco da tavolo.

Ispirato al geniale dio greco, il Premio Efesto vuole celebrare la ‘vulcanicità’ dei giochi, intesa come originalità e innovazione (nelle meccaniche, nella grafica, nell’ambientazione, senza trascurare aspetti puramente tecnici come la qualità dei materiali, la chiarezza del regolamento, la giocabilità). Dunque, a differenza di riconoscimenti più storici e consolidati, il Premio Efesto ha un’identità precisa: non premia semplicemente “il miglior gioco”, ma mette sotto la lente opere che abbiano saputo osare, sperimentare, proporre linguaggi ludici differenti.

Le categorie: miglior gioco innovativo e miglior filler innovativo

Si articola in due categorie: miglior gioco innovativo e miglior filler innovativo. La prima dedicata ai giochi strutturati, la seconda per giochi facili e immediati (perfetti da giocare durante la Manifestazione nelle aree dimostrative). Il punto fermo rimane, com’è ovvio, la forte identità progettuale dei prodotti candidati.

In un mercato sempre più affollato, dove ogni anno vengono pubblicati migliaia di titoli, il Premio intercetta spesso prodotti che rompono gli schemi tradizionali mettendo in evidenza il dinamismo del mercato e la maturità crescente del settore.

I vincitori che hanno segnato il premio

Tra i vincitori della prestigiosa statuetta (disegnata da Antonio Maria Vinci, artista etneo, e realizzata da Daniele Trovato, artigiano professionista noto come Daniele Found Miniatures) troviamo giochi che spiccano per singolarità. Da The King’s Dilemma, che ha saputo coniugare meccaniche legacy e scelte morali in un contesto politico raffinato, a Regicide, estremamente tattico e geniale, passando per Now or Never del Maestro Ryan Laukat.

Anche nel campo dei filler, il Premio ha saputo attenzionare titoli brillanti e immediati, capaci di condensare originalità e profondità in pochi minuti di partita: Captain Wonder Cape di Walter Obert e Carlo Emanuele Lanzavecchia, Puerto Banana e tanti altri.

La giuria e la statuetta di Efesto

Ad assegnare il prestigioso trofeo, raffigurante il dio Efesto intento a forgiare un dado, una Giuria composta da cinque membri di cui, tra gli altri, nomi noti del panorama ludico nazionale: Luca Bonora, in qualità di Presidente, lo youtuber Andrea Bianchin (canale Sgananzium), il redattore del celebre portale “giochi sul nostro Tavolo” Fabio Postiglione, nonché, quale giurato siciliano, la divulgatrice Myriam Lo Cascio (Atipica Nerd). Ma a far parte della Giuria, negli anni, grandi nomi del gioco come Andrea “Dado Critico”, Mauro Longo, Matteo TeOoh! Boca di Recensioni Minute.

La settima edizione è ormai alle porte e l’attesa per i titoli candidati è già palpabile.

Il Premio Efesto, nella sua unicità, è un faro sull’evoluzione del gioco da tavolo e una fotografia delle idee che stanno spingendo il settore in avanti a osare sempre di più.