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Cultura

Pompei e i suoi tesori, scoperto carro da parata con decorazioni erotiche

Pompeii svela ancora i suoi tesori nascosti. L’ultima scoperta è un Carro da parata di Civita Giuliana. Lo comunica il sito ufficiale del parco archeologico 
“Il Carro è emerso integro dallo scavo della villa suburbana in località Civita Giuliana, a nord di Pompei, oltre le mura della città antica, nell’ambito dell’attività congiunta, avviata nel 2017 e alla luce del Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2019, finalizzati al contrasto delle attività illecite ad opera di clandestini nell’area” si legge nel post sulla pagina Facebook.

Pompei, un carro con decorazioni erotiche

Carro cerimoniale

Si tratta di un grande carro cerimoniale a quattro ruote, rinvenuto nel porticato antistante alla stalla, dove già nel 2018 erano venuti alla luce i resti di 3 equidi, tra i quali un cavallo bardato. Il Carro vanta elementi in ferro e bellissime decorazioni in bronzo e stagno. Rinvenuti anche i resti lignei mineralizzati e impronte degli elementi organici (dalle corde a resti di decorazioni vegetali). Un ritrovamento eccezionale-fanno sapere dal sito- non solo perché aggiunge un elemento in più alla storia di questa dimora, al racconto degli ultimi istanti di vita di chi abitava la villa. Ma soprattutto perché restituisce un reperto unico – mai finora rinvenuto in Italia – in ottimo stato di conservazione.

Per l’Italia un unicum

L’utilizzo del carro è ancora oggetto di studio. Si ipotizza possa essere il carro per cerimonie di nozze di una ricca famiglia aristocratica; ne sono spia le pregiate decorazioni e inserti rinvenute. Oppure poteva essere destinato a cerimonie di parate del culto di Cerere e Venere; in questo caso ne sono spia le decorazioni con temi erotici.

«Uno straordinario reperto rinvenuto negli scavi della villa di Civita Giuliana: elegante e leggero, stupefacente per la complessità e la raffinatezza dei decori a tema erotico in stagno e bronzo, ancora con le tracce dei cuscini, delle funi, persino l’impronta di due spighe di grano lasciate su un sedile. Potrebbe trattarsi di un Pilentum, antico carro cerimoniale usato dalle élites. Per l’Italia un unicum» afferma Massimo Osanna, direttore uscente del Parco Archeologico. «Pompei continua a stupire con le sue scoperte- dichiara il ministro Dario Franceschini-e sarà così ancora per molti anni con venti ettari ancora da scavare».

Un carro simile trovato solo in Tracia

Una scoperta «straordinaria per l’avanzamento della conoscenza del mondo antico – rilancia Osanna – a Pompei sono stati ritrovati in passato veicoli per il trasporto, come quello della casa del Menando o i due carri rinvenuti a Villa Arianna ma niente di simile al carro di Civita Giuliana. Si tratta, infatti, di un carro cerimoniale, probabilmente il pilentum noto dalle fonti, utilizzato non per gli usi quotidiani o i trasporti agricoli, ma per accompagnare momenti festivi della comunità, parate e processioni».

Un ritrovamento unico perché non c’è mai stato il recupero di un reperto analogo in Italia.

«Il tipo di carro trova confronti con reperti rinvenuti una quindicina di anni fa all’interno di un tumulo funerario della Tracia, nella Grecia settentrionale, al confine con la Bulgaria- informa ancora Osanna – uno dei carri traci è particolarmente vicino al nostro, anche se privo delle straordinarie decorazioni figurate che accompagnano il reperto pompeiano. Le scene dei medaglioni che impreziosiscono il retro del carro rimandano all’eros (Satiri e ninfe), mentre le numerose borchie presentano eroti. Considerato che le fonti antiche alludono all’uso del piletum da parte di sacerdotesse e signore, non si esclude che potesse trattarsi di un carro usato per rituali legati al matrimonio, per condurre la sposa nel nuovo focolare domestico».

Pompei, un carro con decorazioni erotiche

Pompei, un carro con decorazioni erotiche

Ritrovato sei metri sotto il piano stradale

«Questo nuovo reperto- sottolinea l’archeologo- si trovava sei metri sotto il piano stradale e ci siamo accorti subito che si trattava un gioiello senza precedenti, per di più estremamente delicato, fragilissimo». Per liberare il carro a quattro ruote dalle concrezioni di cenere, sono intervenuti archeologi, architetti , ingegneri, restauratori, vulcanologi, operai specializzati. E poi, mano mano che lo scavo avanzava, anche paleobotanici e antropologi. Una squadra composita di tante professionalità impegnata a mettere in salvo ogni più piccolo particolare di quello che è stato individuato subito come un «reperto eccezionale», un tipo di carro largamente citato nelle fonti antiche eppure mai emerso prima d’ora da uno scavo archeologico.

 

Figure a sfondo erotico

Identificato nell’antico Pilentum, un veicolo usato per le cerimonie e i culti, il carro di Civita Giuliana si compone di un leggero cassone in legno dipinto che poggia su quattro alte ruote di ferro connesse tra loro da un sistema meccanico di avanzata tecnologia.

Sul cassone, il cui retro e le cui fiancate sono decorate a rilievo in bronzo e stagno, era prevista una seduta, contornata da braccioli e da schienali metallici, per uno o due individui. Decorazioni molto ricche, che sui due lati lunghi vedono «l’alternanza di lamine bronzee intagliate e pannelli lignei dipinti in rosso e nero», mentre il retro è ancora più spettacolare, impreziosito da quello che gli studiosi definiscono «un articolato sistema decorativo che prevede tre distinti registri con una successione di medaglioni in bronzo e stagno con scene figurate a sfondo erotico».

Pompei, un carro con decorazioni erotiche

G.G.
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Redazione

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