Lo sceneggiatore e illustratore piemontese è morto il 19 ottobre a 67 anni. Dalle storie del celebre lupo blu al criminale pasticcione creato da Bonvi, ha lasciato un segno nel fumetto italiano, dimostrando che dietro una risata può nascondersi anche una grande emozione.
Il mondo del fumetto italiano perde una delle sue penne più originali. Piero Lusso, sceneggiatore, grafico e illustratore, è morto il 19 ottobre 2026 all’età di 67 anni, dopo una lunga malattia. Nato a Bra, in provincia di Cuneo, il 3 dicembre 1958, aveva costruito nel corso della sua carriera un percorso professionale legato a due personaggi amatissimi dai lettori: Lupo Alberto e Cattivik.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio nel mondo delle nuvole parlanti, dove Lusso era conosciuto per la capacità di inventare storie ironiche, imprevedibili e, talvolta, sorprendentemente profonde.
Da Cattivik a Lupo Alberto: una carriera tra ironia e invenzione
Il percorso di Lusso nel fumetto si sviluppa attraverso riviste e pubblicazioni che hanno segnato la storia dell’editoria italiana. Dopo le prime esperienze nel disegno e nella pubblicistica locale, il passaggio decisivo arriva negli anni Novanta, grazie all’incontro con il disegnatore Giorgio Sommacal.
Nel 1993 Lusso presenta una sceneggiatura di Cattivik a Silver, autore e creatore di Lupo Alberto. È l’inizio di una collaborazione che lo porterà a lavorare alle avventure del personaggio ideato da Bonvi, il criminale nero e maldestro diventato un’icona della comicità a fumetti italiana.
Lusso si occupa di sceneggiatura, colorazione e attività editoriale, contribuendo a costruire storie nelle quali il gusto per il paradosso e la comicità surreale rappresentano gli ingredienti fondamentali.
Successivamente, il suo lavoro si intreccia con quello di Lupo Alberto. Dalla fine degli anni Novanta collabora alle sceneggiature della serie animata televisiva e, dal 2000, anche alle storie a fumetti del celebre lupo blu.
Quando il fumetto sa andare oltre la risata
Uno degli aspetti più interessanti della scrittura di Piero Lusso era la capacità di sorprendere il lettore, spostando il racconto dalla comicità alla malinconia, fino a sfiorare temi drammatici.
Un esempio è Natale senza te, storia disegnata da Bruno Cannucciari e ricordata dagli appassionati per la sua atmosfera insolita e il finale che ha lasciato un segno nell’immaginario dei lettori di Lupo Alberto. La vicenda porta il racconto su un terreno più emotivo, dimostrando come anche un fumetto umoristico possa affrontare paure, sentimenti e fragilità.
È proprio in questa capacità di alternare leggerezza e profondità che si riconosce una delle caratteristiche del lavoro di Lusso: dietro la battuta e la situazione paradossale c’era sempre spazio per raccontare qualcosa di autenticamente umano.
Non soltanto fumetti: il legame con Slow Food
La creatività di Lusso non si limitava alle sceneggiature. Il suo percorso artistico comprendeva anche il disegno e l’illustrazione, con una particolare attenzione ai paesaggi e alle tradizioni del territorio.
Tra le sue collaborazioni figura quella con Slow Food, per cui realizzò acquerelli dedicati alle zone vitivinicole italiane. Un’attività che lo portò a confrontarsi con un universo espressivo differente da quello dei fumetti, mantenendo però la stessa attenzione per i dettagli e per le storie racchiuse nei luoghi.
Lusso era rimasto profondamente legato a Bra, la città in cui era nato e dove aveva scelto di vivere e lavorare. Una dimensione lontana dai grandi centri dell’editoria, ma non per questo marginale rispetto a una carriera che lo aveva portato a collaborare con alcuni protagonisti del fumetto italiano.
Il cordoglio e l’eredità di Piero Lusso
A ricordarlo sono stati anche i canali ufficiali di Lupo Alberto, che hanno espresso dolore per la scomparsa dell’autore e sottolineato il suo talento, ricordando in particolare una delle storie più divertenti di Cattivik da lui sceneggiate.
La sua morte lascia un vuoto tra quanti hanno condiviso con lui il lavoro editoriale e tra i lettori che, spesso senza conoscere il nome dello sceneggiatore, hanno incontrato la sua immaginazione attraverso le pagine dei fumetti.
Perché il lavoro di chi scrive le storie non sempre è visibile quanto quello di chi disegna i personaggi. Eppure è proprio dalla scrittura che nascono i dialoghi, i colpi di scena, le situazioni assurde e le emozioni che fanno vivere una storia ben oltre il momento della lettura.
Piero Lusso ha contribuito a dare forma a un universo narrativo nel quale l’umorismo non era soltanto evasione, ma anche uno strumento per osservare le contraddizioni della vita. Con Lupo Alberto e Cattivik ha attraversato registri differenti, lasciando ai lettori un patrimonio di storie che continua a parlare a generazioni diverse.
La sua scomparsa ricorda quanto il fumetto sia un lavoro collettivo, fatto di autori che, anche lontano dai riflettori, contribuiscono a costruire personaggi destinati a restare nella memoria.
I funerali sono previsti per giovedì 22 ottobre alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Bra.