Pesciolini d’argento, l’incubo silenzioso dei collezionisti di carta: come difendere libri e documenti

di Tindaro Guadagnini

Piccoli, veloci e apparentemente innocui. Ma per chi conserva libri antichi, fotografie, giornali, stampe e documenti, i pesciolini d’argento possono trasformarsi in un nemico insidioso. Ecco perché la prevenzione passa soprattutto da umidità, pulizia e controllo dell’ambiente.

C’è chi li incontra in bagno, chi in cantina, chi dietro un mobile. E poi ci sono i collezionisti, per i quali un avvistamento tra gli scaffali può essere motivo di seria preoccupazione.

Il pesciolino d’argento, comunemente associato all’insetto Lepisma saccharinum, è un piccolo insetto privo di ali, dal caratteristico corpo argentato e affusolato. Si muove rapidamente e tende a nascondersi nelle fessure e negli angoli bui. Il problema non è tanto la sua presenza occasionale, quanto la possibilità che trovi nell’ambiente condizioni favorevoli per stabilirsi e moltiplicarsi.

E la carta può diventare una delle sue vittime.

Carta, colle e amidi: una dispensa a portata di insetto

Libri, documenti e materiali cartacei non sono necessariamente un alimento “puro” per questi insetti, ma possono offrire diverse sostanze appetibili: oltre alla cellulosa, possono essere interessati a colle, amidi e altri materiali presenti nella struttura dei libri e nelle rilegature. Le superfici possono così presentare abrasioni e piccole erosioni, particolarmente evidenti quando l’infestazione è significativa.

Il rischio riguarda non soltanto i libri. Fotografie, stampe, manifesti, manoscritti, cartoline, giornali e materiali d’archivio possono essere vulnerabili. Per un collezionista, il danno assume quindi un valore che va ben oltre quello economico: una pagina consumata o una fotografia deteriorata può essere impossibile da sostituire.

Il vero campanello d’allarme? L’umidità

Uno degli elementi più importanti nella prevenzione è il controllo dell’umidità relativa.

I pesciolini d’argento sono particolarmente favoriti dagli ambienti umidi. La loro presenza può quindi essere un segnale che qualcosa non va nelle condizioni di conservazione della stanza o del deposito. Anche muffe e altri organismi che prosperano in presenza di umidità possono contribuire a creare un ambiente favorevole ai parassiti.

Per questo, prima ancora di pensare a un insetticida, è fondamentale chiedersi: dove arriva l’umidità?

Una cantina poco ventilata, una parete soggetta a condensa, una perdita d’acqua o anche una pulizia effettuata frequentemente con grandi quantità d’acqua possono creare microambienti particolarmente favorevoli.

Come proteggere una collezione cartacea

La prima regola è semplice: prevenire è molto più facile che recuperare un documento danneggiato.

Ecco alcune precauzioni fondamentali:

1. Controllare l’umidità.
Un termoigrometro consente di tenere sotto controllo temperatura e umidità relativa. Per le collezioni cartacee è importante evitare condizioni persistentemente umide e, più in generale, mantenere un ambiente stabile. Le raccomandazioni possono variare in base al tipo e al valore della collezione, ma l’umidità elevata e prolungata rappresenta un fattore di rischio sia per la carta sia per gli insetti.

2. Evitare cantine e ambienti problematici.
Quando possibile, libri, fotografie e documenti di valore non dovrebbero essere conservati in locali soggetti a umidità, infiltrazioni o forti sbalzi ambientali. Anche soffitte e altri spazi con condizioni estreme possono essere inadatti alla conservazione della carta.

3. Pulire regolarmente.
Polvere, residui organici e muffe possono contribuire a creare condizioni favorevoli ai parassiti. Una buona pulizia degli ambienti, degli scaffali e delle zone difficili da raggiungere è quindi parte integrante della prevenzione.

4. Non ammassare i materiali.
Scaffali troppo pieni rendono più difficile ispezionare i libri e individuare tempestivamente eventuali tracce di infestazione. Lasciare un minimo di spazio e mantenere facilmente accessibili le collezioni facilita anche la pulizia.

5. Ispezionare ciò che entra in collezione.
Un nuovo libro, una scatola di documenti o del materiale cartaceo acquistato da un’altra collezione può rappresentare una possibile via d’ingresso per gli insetti. In ambito museale e archivistico, il controllo degli oggetti in entrata è infatti una componente importante della gestione integrata degli infestanti.

Attenzione alle trappole: servono soprattutto a capire

Le trappole adesive possono essere utili per il monitoraggio. Posizionarle vicino agli scaffali o nelle zone più a rischio permette di capire se gli insetti sono presenti e, soprattutto, di individuare le aree maggiormente interessate.

Il monitoraggio è una delle armi più importanti nella cosiddetta gestione integrata degli infestanti: non significa soltanto “uccidere gli insetti”, ma capire da dove arrivano, dove si concentrano e quali condizioni ambientali li favoriscono. Studi condotti in musei e collezioni hanno mostrato proprio l’importanza del controllo continuativo attraverso trappole e registrazione degli avvistamenti.

Se li trovi tra i libri, niente panico

Un singolo avvistamento non significa automaticamente che una biblioteca domestica sia infestata. Ma se gli avvistamenti diventano ripetuti, oppure compaiono insetti e tracce vicino a libri e documenti, è il momento di intervenire.

La prima cosa da fare è isolare, per quanto possibile, il materiale sospetto e controllare attentamente gli oggetti circostanti. Non bisogna invece spruzzare insetticidi direttamente sui libri o sui documenti: nelle collezioni di pregio i trattamenti devono essere valutati con estrema cautela, perché un prodotto pensato per eliminare l’insetto potrebbe danneggiare irreversibilmente il materiale cartaceo. Le procedure di conservazione professionale privilegiano infatti il monitoraggio, il controllo ambientale e strategie di gestione integrata.

In presenza di un’infestazione importante, soprattutto quando sono coinvolti manoscritti, fotografie, libri antichi o documenti di valore, è consigliabile rivolgersi a un conservatore-restauratore o a un professionista specializzato nella disinfestazione delle collezioni.

Il nemico più efficace è una stanza ben controllata

Il pesciolino d’argento non è necessariamente sinonimo di una casa sporca. È, piuttosto, un insetto che può trovare condizioni ideali dove umidità, ripari e materiale organico si combinano.

Per il collezionista di carta, dunque, la strategia migliore non è aspettare di vedere l’insetto correre sul pavimento. È creare un ambiente nel quale abbia meno possibilità di vivere e riprodursi.

Umidità sotto controllo, pulizia costante, monitoraggio e attenzione ai nuovi materiali: quattro semplici parole che possono fare la differenza tra una collezione conservata nel tempo e una pagina che, lentamente, comincia a scomparire.

Perché contro i pesciolini d’argento, soprattutto quando in gioco ci sono documenti unici e memorie di famiglia, la vera parola d’ordine è una sola: prevenzione.

jacktoto

jacktoto

jacktoto

jacktoto

jacktoto