“Oltretomba” risorge tra gli scaffali: il ritorno di un cult dell’horror italiano

di Tindaro Guadagnini

È stato un ritorno atteso, quello di Oltretomba, fumetto che negli anni ’70 e ’80 ha segnato un’epoca nel panorama italiano, dando vita a un genere narrativo fatto di paura, sesso e sensazioni forti. Dopo decenni lontano dalle edicole, Oltretomba torna alla ribalta grazie a IF Edizioni, che ha intrapreso un lavoro di ristampa e valorizzazione di questo monumento dell’horror-erotico su carta.

L’origine di un fenomeno

Nato nel 1971 come prodotto di Ediperiodici, Oltretomba fu una delle prime serie a fondere in modo esplicito elementi horror con sfumature erotiche, andando oltre i limiti allora convenzionali della narrativa a fumetti. Ideata in un clima culturale in cui la controcultura e l’horror cinematografico guadagnavano terreno (dal gotico italiano ai film splatter) la serie si impose rapidamente con storie brevi, crude, spesso provocatorie, che pescavano tanto dai miti classici (vampiri, licantropi, zombi) quanto dal folklore più macabro. In oltre quindici anni di pubblicazione, Oltretomba arrivò a superare i 300 numeri e a vendere migliaia di copie, entrando nell’immaginario collettivo dei lettori italiani. Nel tempio dei fumetti per adulti dell’epoca (insieme a titoli come Jacula o Terror) rappresentava un’esperienza di lettura fuori dagli schemi, a volte censurata, spesso discussa, ma indubbiamente influente.

Un nuovo genere? Tra horror, erotismo e culto pop

Se oggi il fumetto horror gode di una dignità ben più solida, è anche grazie a pionieri come Oltretomba. La sua formula (un mix di atmosfere oscure, sensazioni forti, misoginia e umorismo nero) ha lasciato un’impronta evidente sui prodotti successivi, infatti molte delle serie italiane che esplorarono territori simili negli anni ’70 e ’80 si ispirarono, direttamente o indirettamente, a questa miscela unica di contenuti. Diversamente da altri personaggi horror come Dylan Dog, la cui fama travalica i confini nazionali e si situa nel panorama del fumetto “autoriale”, Oltretomba ha incarnato l’horror come esperienza popolare, da edicola, legata a gusti e immaginari “forti”. Questo lo ha reso non solo un prodotto di nicchia, ma un simbolo di ribellione culturale, oggi rivalutato da collezionisti e studiosi di fumetto.

La riscoperta e le ristampe di IF Edizioni

Negli ultimi anni, sotto l’egida di IF Edizioni, Oltretomba sta vivendo un nuovo periodo d’oro. La celebre serie è stata raccolta e ripubblicata in edizioni curate che offrono sia volumi antologici (come “Oltretomba – Gli occhi dei morti”), sia numeri monografici e varianti in formato pocket, con copertine inedite e approfondimenti redazionali. Tra le uscite più chiacchierate vi è l’edizione limitata con wraparound variant cover e le raccolte tematiche che, oltre a ristampare classici degli anni ’70, spaziano in ambiti narrativi “trasversali”, come il volume “Ragazze cattive. Oltretomba presenta Terror”, che ripropone storie iconiche di vampiri e contesse sanguinarie. Questa operazione di recupero non è solo editoriale, ma culturale: IF Edizioni sta riportando alla luce un patrimonio che rischiava di scomparire, restituendo al pubblico contemporaneo un pezzo di storia del fumetto italiano di cui si è spesso parlato come di “proibito” o “diseducativo”, ma che oggi (con lo sguardo della storia) mostra la sua rilevanza.

Una eredità viva

L’interesse per Oltretomba non è puramente nostalgico: la riscoperta delle storie, la cura editoriale di IF e la disponibilità di questi volumi nelle edicole e nelle fumetterie stanno riaccendendo il dibattito sul valore estetico e culturale dell’horror “da edicola”. In un periodo in cui il genere vive una stagione di grande popolarità anche nei media mainstream, il ritorno di Oltretomba invita a ripensare quei fumetti non solo come curiosità vintage, ma come tessere importanti di un’evoluzione narrativa che ha influenzato molti, dai grandi autori italiani fino alle nuove generazioni di lettori e creativi.