“Odisseya”, il mito di Ulisse diventa jazz sul palco del Palazzo della Cultura

di Denise Bentivegna

Il mito di Ulisse incontra il jazz

Il viaggio di Ulisse attraversa il tempo e cambia linguaggio, trovando nel jazz una nuova dimensione. È Odisseya, il progetto del sassofonista e compositore siciliano Cristiano Giardini, protagonista del prossimo appuntamento della rassegna “Jazz e Swing, nel cuore di Catania”, inserita nel cartellone del Catania Summerfest e organizzata da Mab Eventi di Antonio Campanella.

Odisseya, il viaggio di Cristiano Giardini

L’appuntamento è fissato per martedì 25 agosto alle ore 21.00 al Palazzo della Cultura di Catania, con una rilettura del mito omerico affidata a un linguaggio musicale moderno, energico e profondamente legato alla dimensione umana del viaggio.

«Odisseya è un’opera che trasforma il mito omerico in jazz», spiega il crooner e CEO di Mab Eventi Antonio Campanella, presentando uno degli appuntamenti più attesi della rassegna. E proprio il viaggio diventa la chiave attraverso la quale leggere l’intero progetto: «Il viaggio di Ulisse è solo un esempio di quello che potrebbe essere il viaggio di ognuno di noi. Odisseya è il viaggio di Cristiano Giardini».

Un ensemble internazionale per raccontare Ulisse

La figura di Ulisse lascia così la dimensione del mito per diventare una metafora dell’esistenza. Il ritorno, la ricerca, gli ostacoli, le scelte e il desiderio di ritrovare la propria identità entrano nella composizione di Giardini e diventano materia musicale.

Sul palco, accanto al sassofono di Cristiano Giardini, una formazione di musicisti di rilievo internazionale composta da Paolo Recchia al sassofono, Luca Mannutza al pianoforte, Kim Baiunco al contrabbasso e Sasha Mashin alla batteria. A completare il racconto sarà la voce narrante di Gabriele Reitano, chiamata a intrecciarsi con la musica e a dare corpo alla dimensione narrativa dell’opera.

Il risultato punta sulla forza dell’ensemble e sull’interplay tra i musicisti, in un dialogo continuo nel quale il mito di Ulisse diventa materia viva, capace di parlare al presente attraverso il linguaggio del jazz.

Odisseya porta così sul palco una storia conosciuta da secoli, restituendole nuove sonorità e una prospettiva più intima: quella di un viaggio che appartiene a Ulisse, a Cristiano Giardini e, in fondo, a chiunque abbia mai dovuto affrontare il proprio mare aperto.

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