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Nuove misure restrittive, Minardo: “Regole contrastanti e prive di logica rischiano di mettere in ginocchio i ristoratori”

Le norme restrittive pensate ad hoc per contenere i contagi durante le festività sono agli sgoccioli. Il 7 gennaio è sempre più vicino e il Governo sta valutando quale strada intraprendere a fronte dell’aumento dei contagi.

Varie sono le ipotesi. Si parla di un weekend rosso -9 e 10 gennaio– così come preannunciato dal Ministro Speranza fino ad una proroga delle attuali misure fino al 15 gennaio. Tra le opzioni anche il divieto di spostamento tra Regioni se non per comprovate esigenze e di ospitare in casa non più di due ospiti.

Se prevalesse questa linea, i ristoratori dovrebbero mantenere il servizio di delivery e l’asporto ancora per un po’, rinunciando al servizio al tavolo.

Totalmente in disaccordo con questa prospettiva è Nino Minardo, segretario regionale della Lega in Sicilia.

«La vessazione a danno del settore turistico e della ristorazione è inspiegabile-afferma il deputato-. Regole contrastanti e prive di logica rischiano di mettere in ginocchio bar e ristoranti».

«C’è un dato incomprensibile – continua Minardo – nelle regole che il Governo si appresta a varare. Parlo del mantenimento della chiusura di bar e ristoranti, a fronte della riapertura degli altri esercizi commerciali per tutta la settimana, e persino dei centri commerciali, nelle giornate del  7 ed 8 Gennaio. Evidentemente per il Governo sono l’anello debole della catena, la parte produttiva da sacrificare. Oramai da settimane sono costretti ad uno stop, interrotto da ripartenza di pochi giorni, impossibili da praticare perché contrari ad ogni logica di organizzazione aziendale».

“Ristori inadeguati ed insufficienti per contrastare la crisi economica”

Per il deputato leghista critico anche il settore dei ristori che sono «ancora in ritardo ed assolutamente insufficienti, per far fronte ad una chiusura così lunga, e soprattutto in coincidenza con il periodo più commercialmente appetibile dell’anno».

«Il governo abbia il coraggio di dire a ciascuno di loro fino a quando sarà impedito di lavorare mentre assistono impotenti alla salvaguardia di altri settori commerciali. E soprattutto dica come e se intende risarcire le ingenti perdite di questi giorni, anche alla luce dell’annunciato invio di milioni di cartelle esattoriali. Un plastico esempio di un Governo che con una mano toglie e con l’altra non aiuta alcuno» conclude Minardo.

E.G.
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Redazione

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