In Italia, tra la seconda metà del Novecento e gli anni Duemila, un movimento che univa ufologia, visioni mistiche e richiami cristiani ha catturato l’attenzione di migliaia di persone e suscitato dibattiti nei media, nelle comunità scientifiche e religiose. Quel movimento, noto come “Non siamo soli” o “Nonsiamosoli”, ha avuto origini controverse, protagonisti carismatici e una traiettoria che miscela spiritualità alternativa, profezie cosmiche e critiche istituzionali.
Le radici con Eugenio Siragusa: il contattista siciliano
Tutto prende avvio intorno alla figura di Eugenio Siragusa (1919-2006), contattista siciliano considerato da molti seguaci una delle figure chiave dell’ufologia italiana. Siragusa sosteneva di aver stabilito, a partire dagli anni ’50 e in particolare dopo un incontro ravvicinato sulle pendici dell’Etna nel 1962, un contatto diretto con esseri extraterrestri che si dichiaravano messaggeri di Dio.
Secondo la sua interpretazione, questi esseri non erano visitatori ostili ma “fratelli cosmici” venuti dal cosmo per guidare l’umanità verso un’evoluzione spirituale e interplanetaria, in un dialogo che intrecciava concetti religiosi e cosmologici. Siragusa fondò il Centro Studi Fratellanza Cosmica, intorno al quale ruotavano gruppi di fedeli in varie nazioni, e diffuse messaggi apocalittici e spirituali, dove gli UFO venivano interpretati come portatori di salvezza e rivelazione.
La figura di Giorgio Bongiovanni: stigmate, messaggi e missione
Dagli anni ’80 in poi, una nuova figura emerge nella scena: Giorgio Bongiovanni, nato nel 1963 in provincia di Siracusa. Allievo e “figlio spirituale” di Siragusa, Bongiovanni ha assunto un ruolo di primo piano nel movimento, diventandone la voce pubblica più visibile.
Secondo le sue stesse dichiarazioni, nel 1989 avrebbe vissuto esperienze mistiche di grande intensità: l’apparizione di una figura femminile — identificata con la Madonna — che lo avrebbe investito con i segni delle stigmate, simboleggiando un legame diretto con la sofferenza e il messaggio cristiano, fuso con la cosmologia ufologica. Bongiovanni e i suoi seguaci diffusero la rivista Non siamo soli, che divenne l’organo di divulgazione delle idee del movimento, un sincretismo tra apparizioni mariane, profezie apocalittiche, rivelazioni extraterrestri e una critica aspra all’establishment religioso e scientifico.
Dottrina e messaggi del movimento
Il nucleo della dottrina di Non siamo soli era caratterizzato da un sincretismo religioso e ufologico molto peculiare: gli UFO e gli esseri extraterrestri non sono semplici fenomeni tecnologici, ma messaggeri spirituali destinati a guidare e salvare l’umanità; le apparizioni della Madonna e i messaggi ricevuti da Bongiovanni venivano letti come conferme di un piano divino cosmico che trascende le istituzioni religiose ufficiali; venivano proposte interpretazioni alternative di temi cristiani tradizionali, come il “terzo segreto di Fatima”, affermando che la versione diffusa dal Vaticano fosse una forma di copertura o travisamento; la missione non si limitava all’annuncio di una redenzione spirituale, ma includeva denunce morali contro istituzioni religiose, politiche e scientifiche, viste come ostacoli alla verità spirituale.
Queste dottrine, fortemente eterodosse rispetto all’insegnamento cattolico ufficiale, portarono a rapporti conflittuali con la Chiesa cattolica e critiche da parte di gruppi religiosi e studiosi.
Attività, espansione e chiusura
Negli anni ’90 il movimento Non siamo soli ebbe una certa diffusione non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei e in America Latina, con gruppi che si richiamavano alle idee di Siragusa e Bongiovanni. La pubblicazione della rivista, gli incontri pubblici, le conferenze e la partecipazione a trasmissioni televisive contribuirono a dare visibilità alla figura di Bongiovanni, che veniva presentato spesso come “contattato” o “stigmato”, attirando tanto simpatizzanti quanto critici.
Con il passare del tempo, tuttavia, la diffusione diretta del movimento diminuì. Secondo molte fonti storiche, Bongiovanni dichiarò lo scioglimento di Non siamo soli negli anni successivi al 1999, pur rimanendo una figura influente per gruppi e individui che continuavano a ispirarsi alla sua esperienza ufologica e spirituale.
Eredità e percezione pubblica
Oggi Non siamo soli è ricordato più come fenomeno culturale e ufologico che come una religione strutturata. Molti studiosi di movimenti alternativi lo collocano nell’ambito dei cosiddetti nuovi movimenti religiosi o delle correnti spirituali non convenzionali che hanno caratterizzato la seconda metà del XX secolo.
La figura di Siragusa continua ad essere centrale tra gli appassionati di ufologia italiana, mentre Bongiovanni, pur avendo evoluto il suo impegno personale — in parte verso attività sociali e civiche — resta indissolubilmente legato all’esperienza di Non siamo soli.
Il ricordo del movimento testimonia l’attrazione persistente nella cultura popolare per il mistero extraterrestre e per una spiritualità che cerca risposte oltre i confini delle religioni istituzionali, riflettendo le profonde domande di senso che la modernità e il progresso tecnologico hanno suscitato nel XX e XXI secolo.