I Metallica conquistano il Dall’Ara di Bologna
Ci sono momenti che nessuno si aspetta nemmeno durante un concerto dei Metallica. Eppure, nel mezzo di una serata dominata da riff monumentali, classici intramontabili e oltre quarant’anni di storia del metal, il momento più sorprendente del live bolognese del M72 World Tour è arrivato sotto forma di un inatteso tuffo nella cultura pop italiana: la sigla di Ken il Guerriero.
Davanti a uno Stadio Dall’Ara gremito, la band guidata da James Hetfield ha offerto uno spettacolo che ha attraversato tutte le epoche della propria carriera. Da “Master of Puppets” a “One”, passando per “Nothing Else Matters”, “The Unforgiven” e “Enter Sandman”, il quartetto di San Francisco ha confermato ancora una volta perché continua a rappresentare un punto di riferimento assoluto della musica heavy metal. Ma è stato il tradizionale spazio dedicato agli omaggi musicali locali a regalare una delle immagini più memorabili della serata.
L’omaggio di Kirk Hammett e Robert Trujillo al pubblico italiano
Protagonisti del siparietto sono stati il chitarrista Kirk Hammett e il bassista Robert Trujillo, che hanno sorpreso il pubblico eseguendo una reinterpretazione della storica sigla italiana di Ken il Guerriero. Un momento tanto inaspettato quanto efficace, accolto da cori, applausi e dall’entusiasmo di migliaia di spettatori cresciuti negli anni Ottanta e Novanta con le avventure di Kenshiro.
Non si tratta di una novità assoluta per i Metallica. Durante le tappe internazionali del tour, Hammett e Trujillo sono soliti inserire brevi omaggi musicali dedicati al Paese ospitante. In passato hanno reinterpretato brani di artisti italiani come Vasco Rossi, Litfiba e Prozac+, ma la scelta di pescare dall’immaginario anime ha colto tutti di sorpresa, trasformando il tributo in uno dei momenti più commentati della serata.
Tra heavy metal e nostalgia anime
La reazione del pubblico ha raccontato molto del rapporto speciale tra l’Italia e Ken il Guerriero. Nel nostro Paese l’anime tratto dal manga Hokuto no Ken è diventato un fenomeno culturale capace di attraversare generazioni, e sentirne la sigla risuonare durante uno show dei Metallica ha creato un cortocircuito emotivo tra due mondi apparentemente lontani ma accomunati da una forte componente epica.
Perché il momento di Ken il Guerriero ha fatto impazzire i fan
Al di là della parentesi nostalgica, il concerto ha mostrato una band ancora in piena forma. James Hetfield ha guidato la folla con il carisma di sempre, Lars Ulrich ha sostenuto il ritmo dello spettacolo con energia inesauribile, mentre Hammett e Trujillo hanno confermato la loro intesa sia nei momenti più tecnici sia in quelli più leggeri.
A oltre quattro decenni dalla loro nascita, i Metallica non sono più i rivoluzionari che negli anni Ottanta hanno ridefinito il thrash metal. Ma il live di Bologna ha dimostrato che la loro capacità di creare connessioni con il pubblico resta intatta. E se tra una scarica di decibel e un classico immortale trova spazio perfino Ken il Guerriero, allora significa che il metal può ancora sorprendere.
Per una notte, sotto il cielo di Bologna, “You wa shock” ha incontrato “Master of Puppets”. E il pubblico ha cantato entrambi.