Maurizio Costanzo, oggi avrebbe compiuto 88 anni: il ricordo di un uomo che ha raccontato l’Italia

di Tindaro Guadagnini

Ci sono persone che appartengono alla televisione e persone che, invece, finiscono per appartenere alla memoria collettiva di un Paese. Maurizio Costanzo apparteneva alla seconda categoria.

Oggi, 28 agosto, avrebbe compiuto 88 anni. Nato a Roma nel 1938, Costanzo se n’è andato il 24 febbraio 2023, lasciando dietro di sé una delle eredità più importanti della comunicazione italiana. Giornalista, autore, conduttore, scrittore e sceneggiatore, per oltre sessant’anni ha attraversato la storia del nostro Paese raccontandola attraverso le persone.

Il suo talento più grande, forse, era proprio questo: far parlare gli altri.

Dal giornalismo alla televisione

Costanzo cominciò giovanissimo nel mondo del giornalismo. Nel 1956 iniziò la sua esperienza come cronista di Paese Sera e, negli anni successivi, si dedicò alla radio, alla televisione, al teatro e alla scrittura.

La grande popolarità arrivò nel 1976 con Bontà loro, programma Rai considerato il primo vero talk show della televisione italiana. Ma sarebbe stato soprattutto il Maurizio Costanzo Show, nato nel 1982, a trasformare il suo nome in un pezzo della storia della televisione.

Dal palco del Teatro Parioli di Roma sono passate generazioni di personaggi: attori, politici, giornalisti, cantanti, scrittori, volti sconosciuti diventati improvvisamente protagonisti. Costanzo non cercava necessariamente la celebrità. Cercava una storia.

E spesso riusciva a trovarla dove nessun altro la vedeva.

Il suo modo di fare televisione

Il Costanzo Show non fu soltanto un programma televisivo. Fu, per molti anni, uno specchio dell’Italia.

Davanti a Costanzo potevano sedersi personaggi apparentemente lontanissimi tra loro. La televisione diventava così una piazza, un luogo di incontro e di confronto nel quale il pubblico poteva riconoscersi, indignarsi, sorridere o semplicemente ascoltare.

Il suo stile era inconfondibile: la voce, l’ironia, le domande apparentemente semplici, la capacità di interrompere al momento giusto e, soprattutto, quella curiosità che non sembrava spegnersi mai.

«Tutti i personaggi, anche i mascalzoni, hanno un aspetto interessante», aveva raccontato parlando del proprio mestiere.

Una frase che forse spiega meglio di molte altre il suo modo di intendere il giornalismo e la televisione: non dare per scontato nessuno, perché dietro ogni persona c’è una storia.

Non soltanto il “Maurizio Costanzo Show”

Ridurre Costanzo al suo celebre salotto televisivo sarebbe però ingiusto.

Fu autore radiofonico e televisivo, scrisse libri e commedie teatrali, lavorò come sceneggiatore e firmò anche testi per la musica. Tra le sue collaborazioni più celebri c’è quella con Mina per Se telefonando, canzone del 1966 diventata uno dei grandi classici della musica italiana.

La sua carriera attraversò inoltre programmi come Buona domenica, L’uomo della notte e L’intervista, dimostrando una capacità rara di reinventarsi e di rimanere al passo con un pubblico e con una televisione in continua trasformazione.

La lotta alla mafia

C’è poi un capitolo della sua vita che va oltre lo spettacolo.

Costanzo fu infatti impegnato pubblicamente nella lotta alla mafia. Il 14 maggio 1993, a Roma, fu vittima di un attentato mafioso: un’autobomba esplose in via Fauro, mentre Costanzo era in automobile insieme alla compagna Maria De Filippi. Sopravvisse all’attentato e continuò negli anni successivi a parlare di mafia e legalità.

Anche questo fa parte dell’uomo che oggi ricordiamo: non soltanto il conduttore seduto dietro una scrivania, ma un giornalista disposto a esporsi e a pagare un prezzo per le proprie battaglie.

Maria, la famiglia e l’uomo lontano dalle telecamere

Nel racconto pubblico della sua vita non può mancare il lungo rapporto con Maria De Filippi, sua moglie dal 1995. Una coppia diventata nel tempo una delle più riconoscibili della televisione italiana, costruita però soprattutto sulla stima e sulla complicità professionale e personale.

Quando Costanzo è morto, il mondo dello spettacolo si è fermato per rendergli omaggio. Amici, colleghi e generazioni di personaggi televisivi hanno raccontato non soltanto il grande professionista, ma anche l’uomo capace di offrire consigli, opportunità e ascolto.

Durante i funerali, la figlia Camilla lo ricordò con una frase che restituisce bene il rapporto tra Costanzo e il suo pubblico: «Ti immaginiamo in Paradiso che organizzi un talk show».

Oggi resta una voce

A distanza di anni dalla sua scomparsa, il modo migliore per ricordare Maurizio Costanzo forse non è soltanto rivedere una vecchia puntata del suo show.

È ricordare quanto sia cambiata la televisione grazie a lui.

Prima di Costanzo il talk show italiano aveva ancora una forma da inventare. Dopo Costanzo, il confronto, l’intervista, il racconto personale e la contaminazione tra informazione e intrattenimento sono diventati elementi centrali della televisione italiana.

Ha raccontato politici e artisti, personaggi famosi e persone comuni. Ha dato spazio a chi aveva qualcosa da dire e, talvolta, anche a chi sembrava non averne.

Oggi avrebbe 88 anni

E forse, immaginandolo ancora lì, seduto dietro il suo tavolo, con il microfono davanti e quella sua aria apparentemente distratta, viene naturale pensare che avrebbe ancora una domanda da fare.

Perché Maurizio Costanzo, prima ancora di essere un personaggio televisivo, è stato un uomo innamorato delle storie.

E le storie, quelle vere, non muoiono mai.