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Lampedusa: in 800 lasciano l’hotspot ma continuano le proteste dei poliziotti

Ben ottocento migranti lasceranno oggi l’hotspot di Lampedusa. È quanto si apprende a seguito dell’attracco della nave quarantena Azzurra che dopo i tentativi falliti a cause delle condizioni meteo, adesso è pronta, a Cala Pisana, ad accogliere ben 600 persone.

La polizia trasferirà i migranti a piccoli gruppi. Mentre a metà mattina, circa 200 minori non accompagnati si imbarcheranno sul traghetto Sansovino con destinazione Porto Empedocle.

Così all’hotspot di Contrada Imbriacola rimarranno 783 persone a fronte di una capienza massima di 250 posti. Una condizioni di emergenza che innalza le proteste da parte degli agenti di polizia di Lampedusa.

Il grido d’allarme degli agenti sull’isola

«Il risultato è sempre lo stesso di ogni anno -afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato – agenti messi in grave pericolo, sfruttati pesantemente, esposti a enormi rischi di contagio, pochi uomini con turni impossibili che non consentono i riposi, e singole squadre costrette a restare chiuse nel centro con migliaia di persone ammassate. Tutto questo è, e continua a essere anno dopo anno, vergognoso».

«L’intervento della nave quarantena inviatoci da Roma – ha commentato per parte sua Giuseppe Sottile, Segretario regionale Fsp Sicilia -, comunque, è stato possibile solo dopo ben tre giorni di appelli ripetuti delle istituzioni locali. Ci domandiamo se è possibile che nessuno si accorga di ciò che accade qui a meno che il Sindaco, o noi, o qualcun altro non urli le proprie richieste di aiuto. Ogni primavera, da anni e anni a questa parte, succede sempre la stessa cosa a Lampedusa, quindi la sorpresa dov’è? E oltretutto dallo scorso anno combattiamo anche con l’emergenza covid, ingestibile in centri che sono in questo stato. Sull’isola le condizioni di impiego del personale sono insostenibili, i poliziotti lavorano in condizioni igienico-sanitarie assolutamente precarie ed espongono anche le rispettive famiglie al pericolo. Fra i servizi agli sbarchi, i servizi di scorta, i servizi di vigilanza al centro e i normali servizi sul territorio, è fin troppo chiaro che non è possibile neppure far riposare gli uomini fra un turno e l‟altro.

«Lunedì, per fare un banale esempio, una sola e unica squadra del Reparto mobile di Catania è stata costretta a permanere nel Centro di accoglienza che ospitava oltre 1.500 persone. Credo che non ci sia bisogno di altro per fare capire persino ai non addetti ai lavori di cosa stiamo parlando», conclude la nota.

E.G.

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Redazione

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